L'ambasciatore cinese a L'Avana, Hua Xin, ha assicurato che il suo paese amplierà la cooperazione con Cuba in settori chiave come l'energia, gli alimenti e la tecnologia, in mezzo alla profonda crisi elettrica che sta vivendo l'Isola, aggravata questo lunedì da un blackout totale del Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN).
Durante una conferenza stampa citata dal canale ufficiale Caribe, il diplomatico cinese ha affermato che Pechino continuerà a sostenere progetti energetici a Cuba, specialmente nello sviluppo di energie rinnovabili come quella solare fotovoltaica, con l'obiettivo di alleviare la complessa situazione elettrica che affronta il paese.
Le dichiarazioni avvengono in un momento particolarmente delicato. Questo lunedì Cuba ha subito una disconnessione totale del SEN, confermata dalla Unione Elettrica (UNE), che ha lasciato l'Isola in un blackout generalizzato dopo giorni di gravi disagi al servizio.
Secondo quanto spiegato dall'ambasciatore, la Cina prevede di accelerare l'attuazione di progetti di cooperazione energetica, inclusi parchi solari e sistemi fotovoltaici destinati a rafforzare la generazione elettrica. Il diplomatico ha menzionato iniziative che comprendono progetti da decine di megawatt e migliaia di sistemi solari, e ha anticipato che la collaborazione continuerà ad espandersi.
"Ce ne saranno di più," ha assicurato rispondendo alle domande dei giornalisti sulla possibilità di nuovi investimenti nel settore energetico cubano.
Il rappresentante cinese ha inoltre sottolineato che il suo paese è attualmente leader nella produzione di energie rinnovabili e nello sviluppo di tecnologie per lo stoccaggio dell'energia, e ha evidenziato che queste capacità fanno parte dei progetti che Pechino è disposta a condividere con Cuba.
Nel suo intervento, ha inoltre ribadito il sostegno politico della Cina al governo cubano e ha condannato le sanzioni degli Stati Uniti, affermando che il suo paese “si oppone fermamente” alle misure coercitive contro l'Isola e continuerà a cooperare in aree come biotecnologia, telecomunicazioni e produzione di alimenti.
Nel frattempo, la crisi energetica nel paese continua ad aggravarsi. Prima del blackout totale, il sistema funzionava già sotto una pressione estrema: alle 6:00 del mattino di lunedì la disponibilità elettrica era di appena 1.140 megawatt rispetto a una domanda di 2.347, secondo dati ufficiali della UNE.
Il collasso del SEN è avvenuto in quel contesto di fragilità strutturale del sistema elettrico, caratterizzato da centrali termoelettriche obsolete, mancanza di combustibile e continue guasti.
Sebbene il governo cubano abbia puntato negli ultimi mesi ad ampliare la generazione solare con nuovi parchi fotovoltaici, questo sforzo non è riuscito a prevenire i blackout giornalieri che colpiscono gran parte del paese.
Ora, con il sistema elettrico nuovamente al limite, le autorità confidano che i progetti energetici promossi insieme alla Cina possano aiutare a stabilizzare una rete che molti cubani sentono ogni giorno più vicina al collasso.
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