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Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha inviato un messaggio di sostegno a Miguel Díaz-Canel esprimendo il suo desiderio che Cuba “superi le manovre di pressione delle forze ostili” e ottenga successi nella difesa della sua sovranità e sicurezza, secondo quanto riferito dall'agenzia statale KCNA in risposta a una lettera di congratulazioni precedentemente inviata dal governo cubano.
Secondo il testo, la comunicazione di Kim è stata una risposta ai complimenti che Díaz-Canel gli aveva inviato dopo la sua rielezione a segretario generale del Partito del Lavoro della Corea durante il IX Congresso di quell'organizzazione politica.
L'agenzia nordcoreana ha sottolineato che in quella risposta Kim ha espresso i suoi desideri al partito, al Governo e al popolo cubano in mezzo all'attuale pressione esercitata da Washington sull'Isola.
La frase centrale attribuita al leader della Repubblica Popolare Democratica di Corea è stata che Cuba riesca a “superare le manovre di pressione delle forze ostili e ottenere successi nella lotta per difendere la sovranità e la sicurezza del paese”.
Questa formulazione incapsula il messaggio come un gesto di solidarietà politica tra due governi alleati, presentato inoltre in un contesto di aggravamento delle tensioni tra L'Avana e Washington.
La dichiarazione di Kim è giunta appena un giorno dopo che Díaz-Canel ha confermato pubblicamente che il suo Governo mantiene contatti con funzionari dell'Amministrazione statunitense per cercare di risolvere “per via del dialogo” le differenze bilaterali.
Il governante cubano ha spiegato che quegli scambi mirano a una possibile soluzione ai disaccordi tra i due paesi.
In quella stessa comparizione, Díaz-Canel ha accennato alla situazione economica ed energetica che affronta Cuba.
Ha parlato di “blocco energetico e scarsità” e ha affermato che da più di tre mesi non entra alcuna nave di combustibile nel paese, il che, secondo quanto dichiarato, costringe a lavorare in “condizioni molto avverse” con un impatto su tutta la popolazione.
Tensioni con gli Stati Uniti.
L'interscambio tra Pyongyang e L'Avana si inserisce all'interno di un'escalation più ampia con gli Stati Uniti.
Il 29 gennaio Donald Trump ha firmato un'ordinanza esecutiva che dichiara una "emergenza nazionale" di fronte alla presunta "minaccia insolita e straordinaria" che, secondo Washington, rappresenterebbe Cuba per la sicurezza statunitense e regionale.
Nel testo si segnala il regime di La Habana per essersi allineato con “numerosi paesi ostili”, per aver accolto “gruppi terroristici transnazionali” e per aver permesso il dispiegamento nell'Isola di capacità militari e di intelligence di Russia e Cina.
Gli Stati Uniti hanno annunciato l'imposizione di dazi su paesi che vendono petrolio a Cuba, insieme a minacce di ritorsioni contro coloro che agiranno contro l'ordine esecutivo della Casa Bianca.
Queste misure fanno parte dell'ambiente di pressione a cui Kim ha accennato nel suo messaggio.
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