"È ora di dire basta alla dittatura che calpesta i cubani!": Carlos Giménez sostiene le proteste a Morón

Carlos GiménezFoto © X/ Rep. Carlos A. Gimenez

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Il congresista repubblicano della Florida Carlos A. Giménez ha espresso pubblicamente il suo sostegno ai cubani che sono scesi in piazza a protestare nel municipio avileño di Morón, in una manifestazione popolare caratterizzata da cacerolazos, slogan di libertà e denunce per la crisi che sta attraversando l'Isola.

A seguito di una pubblicazione su X, il legislatore ha reagito ai video e ai rapporti che hanno circolato sui social media durante la notte delle proteste.

"SOS Cuba! Tutto il nostro sostegno al popolo di Morón che è in strada a rivendicare i propri diritti! Basta con la dittatura che calpesta i cubani!", ha scritto Giménez nel suo messaggio.

Le parole del congresista si uniscono all'ondata di reazioni generate dalle manifestazioni avvenute in quella città del centro di Cuba, dove decine di persone si sono radunate per esprimere il proprio malcontento riguardo ai prolungati black out, alla scarsità di cibo e alla difficile situazione economica.

Video diffusi sui social mostrano gruppi di cittadini che camminano per diverse strade della città durante la notte mentre cantano ripetutamente “Libertà!” e colpiscono pentole e oggetti metallici in segno di protesta.

In una delle registrazioni, un narratore invita altri vicini a unirsi alla manifestazione mentre trasmetteva in diretta dal suo telefono cellulare.

“Facciamo, gente, condividete questa diretta! Morón e Ciego de Ávila in strada a chiedere libertà”, si sentiva dire.

Le immagini hanno mostrato anche come la marcia si muovesse attraverso vari punti del comune, mentre i partecipanti chiedevano ad altri residenti di unirsi alla mobilitazione.

“Il popolo è stanco di soffrire la fame, di lavorare, di vivere nel bisogno, senza elettricità… È finita!”, ha affermato una persona mentre continuava la marcia.

I partecipanti hanno utilizzato le torce dei loro telefoni cellulari e le luci delle motociclette per illuminare il percorso in mezzo all'oscurità causata dai blackout.

La consigna “Patria y Vida”, diventata simbolo di opposizione dalle proteste nazionali del 11 luglio 2021 a Cuba, è stata ripetuta anche da alcuni manifestanti durante la mobilitazione.

Una protesta caratterizzata da tensione e violenza

La situazione a Morón è diventata particolarmente tesa quando un gruppo di residenti ha incendiato la sede municipale del Partido Comunista de Cuba (PCC) nel bel mezzo delle proteste.

Secondo quanto riportato dal giornalista indipendente Guillermo Rodríguez Sánchez, durante gli incidenti un agente di polizia avrebbe sparato con la sua arma contro un giovane che si trovava vicino a un falò acceso di fronte all'edificio del PCC.

Secondo quella testimonianza, il colpo ha colpito la coscia del ragazzo.

In video condivisi sui social media si vede come diverse persone abbiano sollevato il giovane ferito per portarlo via dal luogo mentre altri vicini cercavano di aiutarlo.

Il giornalista ha segnalato che il colpo è stato esploso in un'atmosfera di tensione mentre i manifestanti si trovavano di fronte alla sede del partito al governo.

Altri materiali diffusi successivamente hanno mostrato scene dell'incendio che ha raggiunto l'edificio, così come il momento in cui i manifestanti hanno estratto mobili e propaganda politica dall'interno della sede.

Secondo le immagini condivise dal giornalista Mario J. Pentón, diversi oggetti sono stati accumulati al centro della strada e bruciati in un grande falò mentre si udivano slogan contro il regime.

Durante i disordini sono stati segnalati anche incendi di alcune biciclette utilizzate dagli agenti di polizia.

Internet interrotto e denunce di repressione

Gli incidenti sono avvenuti inoltre in mezzo a segnalazioni di interruzione del servizio Internet nella località, il che ha reso difficile la circolazione di informazioni in tempo reale.

Attivisti e giornalisti hanno denunciato che l'interruzione della connessione è avvenuta in corrispondenza della diffusione di immagini dei disordini e dei rapporti di spari.

Il giornalista José Raúl Gallego ha anche riportato che il giovane ferito avrebbe ricevuto un colpo di pistola alla coscia mentre si trovava nei pressi della sede del PCC.

Secondo i rapporti pubblicati, le forze speciali schierate nella zona avrebbero utilizzato cani per disperdere i manifestanti.

Le denunce segnalano inoltre che tra le persone presenti alla manifestazione c'erano bambini e adolescenti.

Fino a questo momento non esiste una comunicazione ufficiale da parte delle autorità cubane riguardo quanto accaduto né sullo stato di salute del giovane rimasto ferito durante gli incidenti.

Apagones, crisi economica e malessere sociale

Il malcontento riflesso nei video è legato alla profonda crisi economica ed energetica che sta attraversando Cuba.

In molte zone del paese i blackout superano le 20 ore al giorno, mentre persistono problemi di approvvigionamento alimentare e un'inflazione che ha deteriorato il potere d'acquisto della popolazione.

Questo contesto ha provocato un crescente malessere sociale che a volte si esprime in proteste spontanee, come quella registrata a Morón.

Per decenni, ogni volta che i cittadini sono scesi in strada per manifestare pacificamente a Cuba, le proteste si sono concluse con operazioni di polizia, arresti e atti di violenza contro i partecipanti.

Molti cubani considerano che il malcontento accumulato a causa di anni di crisi economica, scarsità e mancanza di libertà sia aumentato nel tempo.

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Redazione di CiberCuba

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