Sei cubano e la tua residenza è bloccata?: Nuova azione legale federale contro USCIS consente di unirsi a migliaia di persone colpite

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Migliaia di cubani che risiedono negli Stati Uniti e che soddisfano già i requisiti per richiedere la residenza permanente si trovano di fronte a un'incertezza crescente a causa della paralisi delle loro pratiche migratorie.

Di fronte a questa situazione, un gruppo di avvocati sta preparando una causa federale contro il Servizio di Cittadinanza e Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS) con l'obiettivo di costringere il governo a procedere con migliaia di richieste che rimangono bloccate.

La iniziativa legale è promossa dall'avvocato di immigrazione Claudia Cañizares insieme all'altro avvocato Mark Prada, i quali affermano che la sospensione dei processi ha colpito un numero considerevole di richiedenti cubani che sono entrati nel paese attraverso diverse vie migratorie e successivamente hanno fatto richiesta di residenza permanente ai sensi della Legge di Regolazione Cubana.

Secondo quanto spiegato da Cañizares, il volume dei casi interessati è considerevole.

“Ciò che cerchiamo con questa causa è far progredire questi processi, dimostrare che stanno causando un danno a questa comunità e che alla fine venga approvata la loro residenza,” ha affermato l'avvocato in recenti dichiarazioni alla giornalista Maylin Legañoa per Telemundo 51.

Secondo la sua stima, oltre 100.000 casi potrebbero essere influenzati dalla sospensione o dal ritardo nel trattamento delle domande di residenza permanente, conosciute come green card.

Durante il periodo di attesa, molti richiedenti non solo hanno visto bloccate le loro domande, ma hanno anche affrontato ulteriori ostacoli.

L'avvocato ha sottolineato che in numerosi casi sono stati negati i permessi di lavoro, il che ha causato gravi difficoltà economiche e legali per famiglie che avevano già avviato il loro processo di regolarizzazione migratoria.

Chi potrebbe unirsi alla causa?

L'azione legale è rivolta principalmente a cittadini cubani che sono entrati negli Stati Uniti tramite programmi migratori specifici e che successivamente hanno richiesto la residenza permanente ai sensi della Legge di Aggiustamento Cubano.

(Fonte: Cattura di Instagram/claudiacanizaresesq)

Tra i possibili beneficiari vi sono:

-Cubani che sono entrati tramite il Programma di Riunificazione Familiare.

-Persone ammesse sotto il Parole Umanitario.

- Migranti che sono entrati con appuntamenti del sistema CBP One.

- Richiedenti di residenza ai sensi della Legge di Regolamentazione Cubana.

- Persone che non siano detenute dalle autorità migratorie.

Secondo Cañizares, trattandosi di una causa collettiva, esiste la possibilità che il governo federale raggiunga un accordo giudiziario che consenta di accelerare la revisione dei casi pendenti.

L'avvocato ha anche sottolineato che lo stesso governo ha riconosciuto che la pausa nei processi è indefinita, poiché l'amministrazione si è riservata il diritto di esaminare o rinnovare questa sospensione quando lo ritenga necessario.

Partecipare non dovrebbe comportare ritorsioni

Di fronte al timore di alcuni migranti di coinvolgersi in un'azione legale contro un'agenzia federale, Cañizares ha assicurato che i partecipanti dispongono di meccanismi di protezione.

“In questo tipo di casi si richiedono protezioni affinché le persone non subiscano ritorsioni,” ha spiegato.

Costi per unirsi all'azione legale

La partecipazione alla causa non è gratuita. Secondo il team legale, le tariffe variano a seconda della composizione familiare.

Il costo iniziale parte da 4.000 dollari per una persona, mentre sale a 6.000 dollari per coppie o madri single con figli e può arrivare a 8.000 dollari nel caso di famiglie con più di quattro membri.

Gli avvocati hanno indicato che esistono opzioni di finanziamento tramite compagnie di credito, così come piani di pagamento flessibili per coloro che desiderano unirsi al processo.

Nel caso in cui la controversia porti a un accordo con il governo, alcuni fascicoli potrebbero risolversi con relativa rapidità.

“Se ri riusciamo a raggiungere un accordo con il governo, possono darlo immediatamente, già entro uno, due o tre mesi”, ha indicato Cañizares.

Come avviare il processo

Le persone interessate a partecipare possono contattare direttamente lo studio legale al 305-680-0036.

Il team consiglia di inviare un messaggio di testo o WhatsApp con la frase: “Sono interessato a partecipare alla causa”.

È anche possibile compilare un modulo online, dopodiché il team legale effettua chiamate di follow-up o invia ulteriori informazioni via email.

Antecedente e contesto

La paralisi di numerosi procedimenti migratori si verifica nel contesto di una politica più ampia adottata dall'amministrazione di Donald Trump, che ha ordinato di sospendere temporaneamente la lavorazione di diversi benefici migratori - tra cui asilo, residenza permanente e naturalizzazione - per cittadini di 19 paesi considerati ad alto rischio, tra cui Cuba e Venezuela.

La misura è stata formalizzata tramite un memorandum dell'USCIS emesso nel dicembre 2025, che ha istruito i funzionari a mantenere in pausa numerose richieste mentre veniva effettuata una revisione completa della sicurezza nazionale.

L'ordine ha anche stabilito la rivalutazione di alcuni benefici migratori precedentemente approvati per i richiedenti provenienti da quei paesi.

La politica si collega inoltre con la proclamazione presidenziale nota come "travel ban", firmata a giugno del 2025, che ha limitato l'emissione di diverse categorie di visti per cittadini cubani, comprese quelle per turismo, affari, studio e scambio accademico.

In questo contesto, migliaia di migranti già presenti negli Stati Uniti - molti dei quali ammessi tramite programmi umanitari o processi di ricongiunzione familiare - sono rimasti intrappolati in un limbo migratorio in attesa che le loro richieste di residenza permanente vengano elaborate.

La domanda federale in fase embrionale cerca ora di esercitare pressione sulle autorità per riattivare quei fascicoli e offrire una risposta a coloro che affermano di aver soddisfatto tutti i requisiti per regolarizzare il proprio stato nel paese.

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