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In un quartiere di Santiago di Cuba, un gruppo di nonne ascoltava con fascino una visitatrice appena tornata da Istanbul. Le domande non tardarono ad arrivare: volevano sapere se gli uomini turchi erano davvero così belli come in televisione e se le case erano così grandi e lussuose come quelle che vedono nei loro romanzi preferiti.
Quando è stato chiesto loro dove viaggerebbero se potessero uscire dall'isola, la risposta è stata immediata: in Turchia.
La scena è stata raccontata in un reportage pubblicato da Türkiye Today, che esplora come le telenovelas turche, conosciute come dizis, siano riuscite a attraversare oceani e raggiungere le case cubane, dove sono diventate una finestra inaspettata su un altro mondo.
Sebbene la Turchia e Cuba siano separate da migliaia di chilometri, le produzioni televisive turche hanno trovato un pubblico fedele sull'isola, spesso grazie a El Paquete Semanal, il popolare sistema informale di distribuzione di contenuti digitali che circola ogni settimana su memorie e dischi rigidi.
Nelle sale da soggiorno dell'Avana, di Santiago o di qualsiasi città cubana, le storie di intrighi di corte, amori impossibili e stili di vita lussuosi hanno conquistato spettatori di tutte le età.
Tra i nomi più noti c'è quello dell'attore Can Yaman, stella internazionale che protagonista la serie Il Turco e che è diventato un idolo per molte fan.
Per molte nonne cubane, questi drammi televisivi non sono solo intrattenimento. Sono anche un modo per immaginare altre realtà.
Il reportage racconta una scena che illustra questo contrasto. Una donna ricordava la reazione di una vicina nel vedere per la prima volta una soap opera turca: in una scena appariva un tavolo pieno di cibo che poi veniva rimosso per essere gettato.
La donna gridò davanti al televisore: “Per favore, no!”.
In un paese segnato dalla scarsità e dalle difficoltà economiche, immagini quotidiane per altri spettatori possono suscitare una forte reazione emotiva. Cuba sta attraversando una crisi profonda, con black-out prolungati, scarsità di cibo e una disponibilità molto limitata di valute estere, un contesto che trasforma queste storie televisive in una forma di evasione.
Paradossalmente, quel ponte culturale ha anche radici storiche. Alla fine del XIX secolo, migranti provenienti da territori dell'Impero Ottomano arrivarono a Cuba, e molti dei loro discendenti sono ancora noti sull'isola come “il turco”.
Oggi, più di un secolo dopo, le telenovelas turche tornano a tendere un ponte inaspettato tra i due paesi.
Secondo Türkiye Today, le dizis sono diventate un fenomeno globale che porta paesaggi, storie e stili di vita turchi a pubblici di tutto il mondo, anche in luoghi dove l'accesso ai media è limitato.
In Cuba, quel glamour televisivo arriva attraverso schermi modesti, in mezzo a blackout e difficoltà quotidiane. Ma per molte spettatrici, specialmente le più anziane, basta un episodio per viaggiare mentalmente in un altro luogo.
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