Il portavoce della Casa Bianca spiega perché Petro non è stato invitato al Vertice "Scudo delle Americhe"

Gustavo Petro e Donald TrumpFoto © X/ infopresidencia

La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha affermato che la Colombia non è stata invitata all'iniziativa regionale denominata "Scudo delle Americhe" perché Washington considera che il governo colombiano non mostri ancora il livello di cooperazione atteso nella lotta contro il narcotraffico.

Durante una conferenza stampa, la funzionaria ha spiegato che gli Stati Uniti hanno valutato il grado di collaborazione del paese sudamericano prima di definire l'elenco dei partecipanti alla nuova alleanza regionale proposta dal presidente Donald Trump.

"Non credo che stiamo ancora vedendo il livello di cooperazione che ci piacerebbe da parte del Governo della Colombia per invitarli all'evento Escudo de las Américas", ha dichiarato Leavitt ai giornalisti.

Nonostante l'esclusione, la portavoce ha sottolineato che la Casa Bianca non esclude la possibilità che altri paesi possano unirsi in futuro alla coalizione.

"Speriamo che questa nuova organizzazione continui ad espandersi e che possiamo continuare a invitare ulteriori paesi," aggiunse.

Secondo la spiegazione ufficiale, l'iniziativa mira a rafforzare il coordinamento regionale contro il narcotraffico e altre minacce legate al crimine organizzato nell'emisfero occidentale.

Una nuova alleanza regionale contro il narcotraffico

Il "Scudo delle Americhe" è un'alleanza militare e di sicurezza promossa dall'amministrazione Trump per coordinare azioni tra vari paesi dell'America Latina contro il narcotraffico, i cartelli e il crimine organizzato transnazionale.

Il progetto è stato presentato in un summit tenutosi al resort Trump National Doral di Miami, dove il presidente statunitense ha riunito i leader di dodici paesi latinoamericani e caraibici per formalizzare la coalizione regionale.

Durante l'incontro, il governo statunitense ha descritto il blocco come un'iniziativa volta ad affrontare i problemi di sicurezza che affliggono la regione, tra cui il traffico di droga, la migrazione illegale e le reti criminali transnazionali.

La Casa Bianca ha presentato l'incontro come un passo importante per rafforzare la cooperazione tra i governi alleati nel continente.

Secondo quanto spiegato da Leavitt in quel contesto, i paesi partecipanti hanno concordato di lavorare insieme per combattere le organizzazioni criminali, i narcotrafficanti e i gruppi considerati minacce per la sicurezza regionale.

I paesi partecipanti e la divisione politica regionale

Alla conferenza hanno partecipato vari leader latinoamericani considerati alleati politici di Washington. Tra di loro c'erano: Javier Milei, Nayib Bukele, Daniel Noboa, Santiago Peña, Luis Abinader, José Raúl Mulino, Rodrigo Chaves e Nasry Asfura.

Hanno partecipato anche rappresentanti di Trinidad e Tobago e Bolivia.

Ha partecipato anche José Antonio Kast, che assumerà la presidenza cilena l'11 marzo e diventerà il primo mandatario di estrema destra in quel paese dal ritorno alla democrazia.

La selezione dei partecipanti ha messo in evidenza una chiara divisione ideologica nell'emisfero. Sono rimasti esclusi governi di sinistra o centro-sinistra di grande peso regionale, come Gustavo Petro, Claudia Sheinbaum e Luiz Inácio Lula da Silva.

L'assenza della Colombia e le tensioni con Washington

L'esclusione della Colombia ha attirato particolarmente l'attenzione poiché quel paese è stato per decenni uno dei principali partner degli Stati Uniti nella lotta contro il narcotraffico.

Tuttavia, negli ultimi anni le relazioni tra Washington e Bogotá hanno vissuto tensioni politiche, specialmente durante la presidenza di Gustavo Petro.

Lo stesso Trump ha accusato pubblicamente il presidente colombiano di tollerare l'esistenza di “fabbriche di cocaina” nel paese, contribuendo a deteriorare il clima diplomatico tra i due governi.

Dopo la pubblicazione delle dichiarazioni di Leavitt, il presidente colombiano ha risposto pubblicamente sottolineando che il suo governo non aveva richiesto di partecipare all'alleanza.

Petro ha affermato che la Colombia non ha chiesto di entrare nell'“Escudo delle Americhe” e ha messo in discussione alcuni dei paesi che fanno parte del blocco, aggiungendo un nuovo episodio alla tensione politica tra i due governi.

Un contesto regionale caratterizzato da operazioni di sicurezza

La cumbre del "Escudo de las Américas" si è svolta in un momento di forte pressione da parte degli Stati Uniti nella regione riguardo alla sicurezza e alla lotta contro il narcotraffico.

Pochi mesi prima, il 3 gennaio 2026, forze speciali degli Stati Uniti hanno eseguito l'operazione militare denominata “Risoluzione Assoluta” in Venezuela, che è culminata con la cattura dell'allora governante venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores.

Entrambi furono successivamente trasferiti a New York per affrontare accuse legate al narcoterrorismo e alla cospirazione per importare cocaina.

Quel episodio è stato interpretato da diversi analisti come un segnale dell'incremento della strategia di Washington contro il narcotraffico e i governi che considera legati a reti criminali nella regione.

In questo contesto, la nuova coalizione regionale promossa dagli Stati Uniti cerca di rafforzare la cooperazione militare e di polizia tra i paesi alleati per affrontare tali minacce.

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