Un appello urgente alla solidarietà circola sui social media per sostenere Cristian, un bambino di sette anni che si trova in terapia intensiva all'Ospedale Infantile, in una situazione medica critica che evidenzia la profonda crisi sanitaria che affronta Cuba.
Il attivista cubano Ernesto Pérez Rodríguez ha condiviso la situazione sul suo profilo di Facebook, e ha dettagliato che il minore soffre di idrocefalia, ha una tracheostomia e una gastrostomia, ed è ricoverato in terapia intensiva da due mesi.
"Aiutami ad aiutare: questo bambino si chiama Cristian, ha sette anni ed è in una situazione delicata, in terapia intermedia dell'Ospedale Infantile," ha rivelato.
Cristian soffre di idrocefalia (accumulo eccessivo di liquido cefalorachidiano all'interno delle cavità del cervello). Ha subito una tracheotomia per poter respirare e una gastrostomia (si nutre tramite una sonda direttamente nello stomaco).

Secondo quanto dettagliato da Pérez Rodríguez, la madre del minore (che ha altri due figli) risiede a Cuatro Caminos, una comunità rurale del comune di Guantánamo.
Vive in condizioni di scarsità e affronta enormi difficoltà nel soddisfare le necessità fondamentali legate a un reddito ridotto: trasporto quotidiano, medicinali, materiali medici e alimentazione.
"È disperata. Ha bisogno di igiene personale, cibo e un po' di soldi per le spese basilari che comporta stare in un ospedale per soggiorni prolungati", ha affermato l'attivista.
Ernesto Pérez ha fornito i dati di contatto e le opzioni di supporto: "Il mio WhatsApp è 56107779, la carta è nella foto, per favore, aiutami ad aiutare questo principe che ha bisogno di noi e se non puoi, almeno aiutami a condividere. Abbiamo anche un conto Zelle nel caso tu voglia supportare dagli Stati Uniti".
Questo caso sottolinea nuovamente l'incapacità del sistema sanitario cubano di garantire un'adeguata assistenza ai pazienti più vulnerabili.
Con ospedali in deterioramento, scarsità di medicine, mancanza di forniture e personale insufficiente, sono gli attivisti umanitari che, in molti casi, suppliscono alla mancanza di assistenza statale, mobilitando donazioni e risorse attraverso i social media.
I malati e le loro famiglie, disperati, si rivolgono a queste piattaforme per chiedere aiuto diretto, poiché non trovano supporto nei centri di salute statali.
La situazione di Cristian riflette la realtà di molte famiglie cubane che, di fronte al collasso dei servizi pubblici, dipendono dalla solidarietà privata per garantire la sopravvivenza dei loro figli.
La combinazione di malattie gravi, ospedalizzazioni prolungate e risorse limitate trasforma la vita quotidiana in una sfida estrema, mentre le autorità non offrono soluzioni efficaci.
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