Carlos Saladrigas: Stabilizzare Cuba costerà tra 6.000 e 10.000 milioni di dollari e richiederà tra 2 e 4 anni

Cuba si trova in rovinaFoto © CiberCuba

L'imprenditore cubanoamericano Carlos Saladrigas, ha presentato in un'intervista in diretta una roadmap dettagliata per la ricostruzione di Cuba: l'intero processo richiederà almeno sette anni e necessiterà di un investimento iniziale di tra 6.000 e 10.000 milioni di dollari solo nella sua prima fase.

Saladrigas divide il processo in tre fasi. La prima —la stabilizzazione— è la più urgente e costosa. "Le nostre stime ci dicono che questa fase iniziale dovrebbe durare tra i 2 e i 4 anni. Speriamo che si possa fare in tre, e costerà intorno agli 6-10.000 milioni di dollari, non meno", ha affermato. Questa fase mira a portare Cuba da un'economia che lui definisce "fallita" a un punto in cui gli investimenti privati e stranieri la trovino attraente, e include la stabilizzazione della rete elettrica, la garanzia di aiuti umanitari alimentari, il ripristino dell'istruzione e della salute pubblica, e il mantenimento dell'ordine pubblico.

Il finanziamento di questa prima fase ricadrebbe principalmente sulla diaspora cubana, sul governo degli Stati Uniti —in modo simile al Piano Marshall— e, in misura minore, sull'Unione Europea e l'America Latina. Saladrigas avverte che Cuba non dispone di risorse naturali che facilitino il processo: "Cuba non ha petrolio. I soldi necessari per la transizione non usciranno dal sottosuolo. Dobbiamo guadagnarli noi cubani con grande impegno."

La seconda fase —ricostruzione delle infrastrutture— richiederebbe circa cinque anni aggiuntivi e comporterebbe la ricostruzione di porti, aeroporti, strade e reti di acqua potabile, oltre a modernizzare l'economia. Saladrigas avverte che Cuba avrà bisogno di importare giovani e aprire l'immigrazione per compensare l'invecchiamento demografico. La terza fase è quella della "visione": convertire Cuba in un centro finanziario dei Caraibi paragonabile a Singapore o Israele, sfruttando il suo capitale umano, la sua posizione geografica a 90 miglia dagli Stati Uniti e settori come il turismo medico e l'intelligenza artificiale.

Saladrigas è categorico riguardo alle sanzioni: "È impossibile, impossibile che si sollevi l'economia cubana sulla base di queste sanzioni," ha detto, sottolineando che il sollevamento totale è una condizione indispensabile per qualsiasi recupero. Riguardo alle negoziazioni tra l'amministrazione Trump e il regime cubano —rivelate da USA Today e Axios l'8 marzo— ha adottato una posizione pragmatica: "È quella che c'è. È puro pragmatismo," anche se ha lamentato che i cubani non abbiano un'agenzia diretta nel processo.

La intervista si svolge in un momento di collasso economico senza precedenti recenti. L'economia cubana si è contratta del 5% nel 2025, accumulando un calo del 15% dal 2020, secondo il Centro di Studi sull'Economia Cubana. I blackout superano le 20 ore giornaliere, il peso cubano è passato da 24 per dollaro nel 2019 a più di 450 nel 2025, e il turismo è crollato da 4,7 milioni a 1,8 milioni di visitatori tra il 2018 e il 2025.

Saladrigas, che dal 2001 sostiene l'apertura economica di Cuba e ha formato gratuitamente oltre 15.000 imprenditori cubani attraverso la Cuba Emprende Foundation, riassume con durezza il fallimento del modello rivoluzionario: "Hanno sbagliato per 67 anni: hanno combattuto contro la ricchezza invece di combattere contro la povertà, che è la cosa giusta." La sua visione per il futuro, invece, è ambiziosa: "Voglio una Cuba che sia straordinaria, che sia eccezionale e che sia un centro finanziario di grande importanza nei Caraibi entro 10 o 15 anni."

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Redazione di CiberCuba

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