Dagoberto Valdés avverte: stabilità senza democrazia sarebbe una frode per Cuba

Dagoberto ValdésFoto © Facebook Dagoberto Valdés

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I cubani vivono oggi un momento caratterizzato da una miscela di miseria, incertezza e speranza. Per l'intellettuale cubano Dagoberto Valdés, questa combinazione genera un'angustia collettiva che spinge molti a desiderare che avvenga qualsiasi cambiamento, senza fermarsi a riflettere se tutte le possibili uscite sarebbero realmente benefiche per il paese.

In una recente riflessione, Valdés avverte del pericolo di accettare soluzioni che promettono stabilità, ma che non garantiscono la libertà e la partecipazione degli stessi cubani nelle decisioni sul futuro nazionale.

Secondo quanto sostiene, l'incertezza aumenta quando i cittadini non partecipano alla progettazione dei percorsi di cambiamento, né alla scelta dei protagonisti, dei metodi o delle strategie che potrebbero definire il destino dell'isola.

L'analista ricorda che qualcosa di simile accadde nel 1898, quando i mambises, che avevano combattuto per decenni per l'indipendenza di Cuba, rimasero esclusi dal processo che portò infine alla fine del dominio spagnolo. A suo avviso, ripetere un scenario in cui i cubani non partecipano alle decisioni cruciali sarebbe "né etico, né logico, né politico".

Valdés insiste sul fatto che i cubani, sia dentro che fuori dall'isola, devono essere parte attiva di qualsiasi processo di trasformazione nazionale. Tuttavia, avverte che attualmente molte decisioni sembrano essere prese “nelle alte sfere”, sia all'interno del regime stesso che nel governo degli Stati Uniti e in contesti internazionali, mentre la popolazione rimane in attesa, senza informazioni né reale partecipazione.

In questo contesto, l'autore propone diversi dilemmi che hanno segnato il dibattito sul futuro di Cuba: stabilità o democrazia, controllo della migrazione o libertà per le nazioni, riforme economiche o cambiamenti politici.

Per Valdés, dare priorità esclusivamente alla stabilità, alla riduzione dei flussi migratori o alle riforme economiche sarebbe un grave errore se questi obiettivi non fossero accompagnati da libertà politiche e democratizzazione.

"La stabilità senza democrazia è una frode", sostiene l'autore, che sottolinea anche che le riforme economiche da sole non garantiscono né la stabilità né un progresso duraturo. Lo sviluppo economico senza libertà politiche non risolve le istanze fondamentali dei cittadini.

Valdés sostiene che i processi di cambiamento a Cuba devono integrare libertà politica, responsabilità civica, democrazia e sviluppo economico. Solo la combinazione di questi elementi permetterà di costruire una stabilità reale e duratura sia per la nazione che per la regione.

Dagoberto Valdés Hernández (Pinar del Río, 1955) è un intellettuale e analista civico cubano. Laureato in agronomia, è dottore in Humanità e master in Scienze Sociali presso l'Università Francisco de Vitoria, a Madrid.

Fue direttore della rivista cattolica Vitral ed è fondatore e direttore del Centro di Studi Convivencia e della rivista Convivencia, spazi dedicati all'analisi della realtà cubana e alla promozione della partecipazione cittadina e della democrazia.

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