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La agenzia internazionale Reuters ha ribadito la veridicità della sua indagine su un presunto capo d'accusa penale che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti starebbe preparando contro la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, e ha ampliato le informazioni con nuovi dettagli sul caso.
L'agenzia ha difeso il suo lavoro dopo che il vice procuratore generale degli Stati Uniti, Todd Blanche, ha definito il rapporto “completamente falso”, scatenando una controversia pubblica tra il governo statunitense e uno dei servizi di informazione più influenti del mondo.
“Rimaniamo fermi nel nostro reportage secondo cui il Dipartimento di Giustizia sta preparando un'accusa contro Delcy Rodríguez, la nuova presidente del Venezuela”, ha affermato Reuters in un comunicato diffuso dopo la polemica.
Il progetto di accusa che sta preparando la Procura di Miami
Secondo l'indagine di Reuters, i pubblici ministeri federali degli Stati Uniti hanno redatto un progetto di accusa penale contro Rodríguez come parte di una strategia più ampia di pressione politica sul governo venezuelano.
Secondo quattro persone informate sul processo, i possibili reati sarebbero legati alla corruzione e al riciclaggio di denaro.
L'agenzia ha spiegato che la Procura federale di Miami sarebbe responsabile della preparazione del documento, che è stato in fase di sviluppo negli ultimi due mesi e non è ancora stato presentato formalmente davanti a un tribunale.
Reuters ha chiarito che non ha avuto accesso diretto al testo della bozza, ma ha confermato la sua esistenza attraverso fonti che conoscono il processo.
Le indagini si concentrerebbero sulla presunta partecipazione di Rodríguez in operazioni di riciclaggio di denaro legate all'ente statale Petróleos de Venezuela (PDVSA).
Secondo le fonti citate dall'agenzia, il fascicolo riguarderebbe attività presumibilmente avvenute tra il 2021 e il 2025.
Rodríguez sarebbe stata avvisata del possibile processo
Uno dei temi più delicati del reportage è che, secondo Reuters, la stessa Delcy Rodríguez sarebbe stata informata verbalmente del rischio di essere perseguitata.
Le fonti hanno segnalato che funzionari statunitensi avrebbero comunicato che potrebbe affrontare accuse se non continua a soddisfare determinate richieste di Washington, nel nuovo scenario politico venezuelano.
Quel progetto di accusa sarebbe, secondo Reuters, “uno dei vari strumenti” che gli Stati Uniti starebbero utilizzando per aumentare la loro capacità di pressione su Caracas.
La preparazione di un'accusa, tuttavia, non implica necessariamente che il caso venga presentato a un gran giurì, l'organo che nel sistema giudiziario statunitense decide se ci sono prove sufficienti per avviare formalmente un procedimento penale.
Reuters ha indicato che non è riuscita a stabilire se i pubblici ministeri abbiano già iniziato a presentare prove davanti a un gran giurì, procedura che avviene in forma riservata.
Il Dipartimento di Giustizia ha rifiutato di commentare ufficialmente le informazioni.
La reazione del Dipartimento di Giustizia
La controversia è emersa dopo che un riepilogo del reportage è stato diffuso nel podcast Reuters World News.
Tras quella pubblicazione, il sottoprocuratore generale aggiunto Todd Blanche ha reagito pubblicamente sul social network X.
“Completamente FALSO da @reuters. Non sono sicuro di come notizie false come questa possano essere pubblicate”, ha scritto il funzionario.
Nonostante quella smentita, l'agenzia ha mantenuto la sua versione e ha difeso l'affidabilità delle sue fonti.
Né la Casa Bianca né il Dipartimento di Stato hanno risposto alle domande inviate da Reuters sul tema.
Arresti ed estradizioni richieste da Washington
La ricerca rivela anche che, parallelamente al progetto di accusa, funzionari statunitensi avrebbero consegnato a Rodríguez un elenco di almeno sette figure del chavismo che Washington desidera vedere arrestate o sotto custodia per una possibile estradizione.
Secondo Reuters, la richiesta è stata trasmessa da Laura Dogu, la nuova inviata degli Stati Uniti per il Venezuela.
Molte delle persone incluse in quella lista stanno già affrontando accuse nei tribunali statunitensi per narcomafia, riciclaggio di denaro o altri reati.
Il caso di Alex Saab e altre figure sotto osservazione
Tra i nomi citati nei colloqui tra Washington e Caracas spicca Alex Saab, considerato per anni uno dei principali operatori finanziari del chavismo.
Saab è stato arrestato nel 2020 a Capo Verde dopo una segnalazione di Interpol richiesta dagli Stati Uniti e successivamente estradato, dove ha affrontato accuse di corruzione e riciclaggio di denaro legate a uno schema di corruzione da 350 milioni di dollari collegato a PDVSA.
In 2023 è stato liberato dall'amministrazione di Joe Biden come parte di uno scambio di prigionieri, ma Reuters ha riportato che sarebbe stato nuovamente arrestato a febbraio dai servizi di intelligence venezuelani SEBIN.
Secondo due delle fonti citate dall'agenzia, gli Stati Uniti avrebbero inoltre una nuova accusa sigillata contro Saab per riciclaggio di denaro.
Un altro nome rilevante è Raúl Gorrín, magnate dei media venezuelano e proprietario di Globovisión, che affronta molteplici accuse federali negli Stati Uniti relative a corruzione, tangenti e riciclaggio di denaro legati a PDVSA.
Il contesto politico: La cattura di Maduro
Tutto ciò avviene in un momento di profonda trasformazione politica in Venezuela.
Il 3 gennaio 2026, forze speciali statunitensi hanno catturato l'allora presidente Nicolás Maduro e sua moglie Cilia Flores, che sono stati trasferiti a New York per affrontare accuse federali.
Maduro è accusato di narcoterrorismo e traffico di cocaina, reati per cui si è dichiarato non colpevole.
Dopo la sua cattura, Delcy Rodríguez ha assunto la presidenza ad interim, in mezzo a un delicato processo di transizione politica.
In pubblico, il presidente statunitense Donald Trump ha elogiato la cooperazione del nuovo leadership venezuelano, arrivando a descrivere il paese come “il nostro nuovo amico e partner” durante il suo discorso sullo Stato dell'Unione.
Tuttavia, secondo Reuters, la possibile accusa penale in preparazione sarebbe uno strumento aggiuntivo di pressione nella strategia di Washington per influenzare il corso politico del nuovo governo venezuelano.
Un processo ancora incerto
Per ora, non esiste alcuna accusa formale presentata davanti a un tribunale federale contro Delcy Rodríguez, e il Ministero della Comunicazione del governo venezuelano non ha risposto alle domande inviate da Reuters in merito all'argomento.
La disputa tra il Dipartimento di Giustizia e l'agenzia internazionale lascia aperte molteplici interrogativi sul reale estendimento dell'indagine e sul ruolo che potrebbe giocare all'interno della complessa negoziazione tra Washington e il nuovo leadership venezuelano dopo la caduta di Maduro.
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