C'è una frase che si ripete a Cuba da generazioni per descrivere chi provoca un problema e poi nega la propria responsabilità: “È la gattina di María Ramos, che lancia la pietra e nasconde la mano”.
Ciò che molti cubani non sanno è che dietro al detto si cela una storia reale che, secondo diverse versioni, ebbe luogo all'Avana all'inizio del XX secolo.
L'aneddoto è stato ripreso recentemente in un video di Aliannis Sarduy Hernández, dove si spiega che il presunto fatto è avvenuto nel quartiere habanero di Jesús María.
Secondo fonti storiche citate nel materiale, María Ramos era una donna conosciuta nella zona e praticava la prostituzione.
Un crimine, un processo e una frase che è rimasta nella cultura popolare
Il racconto narra che un uomo di nome Virgilio, identificato come il protettore di María Ramos, è stato trovato morto in cucina con una ferita sulla fronte. Accanto al corpo c'era la pietra per pestare utilizzata nelle faccende domestiche.
Le sospette ricaddero su María. Durante il processo, lei si dichiarò innocente poiché l'unico essere vivente presente nella sua casa al momento dell'incidente era la sua gatta, Mimi. La giovane indicò che potrebbe essere stato l'animale a far cadere accidentalmente la pietra sulla vittima.
La versione non convinse né il tribunale né la stampa, che seguì il caso con attenzione. María Ramos fu condannata, ma l'episodio non finì lì.
A seguito del processo giudiziario ha iniziato a circolare una quartina satirica: “La gatica di María Ramos, che lancia la pietra e nasconde la mano, che uccise Virgilio e che uccise suo fratello. Che gatta assassina! Che sorte malsana!”.
Con il tempo, il verso si è semplificato ed è passato nel linguaggio quotidiano come un modo per segnalare l'ipocrisia o la mancanza di responsabilità.
Non esistono prove documentali conclusive che confermino ogni dettaglio del caso, e come avviene con molte storie tramandate oralmente, parte del racconto potrebbe essersi trasformata nel corso degli anni.
Tuttavia, l'espressione è sopravvissuta e si è integrata nel repertorio culturale cubano, dove conserva ancora la sua forza e il suo significato originale.
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