Il leader dell'opposizione cubana José Daniel Ferrer ha reagito a recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale ha affermato che potrebbe esserci una "presa amichevole" di Cuba, e ha chiesto all'amministrazione statunitense di agire con fermezza nei confronti del regime di L'Avana.
In un video divulgato su Facebook, Ferrer ha ritenuto importante che dalla Casa Bianca si parli della grave situazione che vive l'Isola e ha sottolineato la necessità che Washington abbia “piani precisi e concreti” per affrontare quello che ha definito un problema molto serio che colpisce milioni di cubani.
Secondo l'oppositore, la crisi a Cuba colpisce una popolazione che vive senza libertà, in condizioni di povertà estrema e sotto repressione costante.
Ha sottolineato in particolare la situazione dei prigionieri politici e della popolazione carceraria, descrivendoli come sottoposti a condizioni infrahumanas, con malnutrizione, malattie e abusi.
Ferrer ha sostenuto che il regime cubano rappresenta un pericolo per la libertà, la democrazia e l'economia di mercato nel continente, oltre a costituire un rischio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
In questo contesto, ha affermato che l'attuale amministrazione a Washington è “amica e alleata del popolo cubano” ed ha espresso fiducia nel fatto che non permetterà una repressione massiccia nei confronti della cittadinanza in uno scenario di cambiamento.
L'oppositore ha anche assicurato di ricevere costantemente messaggi dall'Isola che chiedono fino a quando si prolungherà la sofferenza.
A tale riguardo, ha risposto che la fine del sistema dipenderà dall'azione congiunta dei cubani dentro e fuori dal paese, con determinazione e coraggio.
Durante il suo intervento, ha chiesto alle autorità statunitensi di non farsi ingannare dal governo cubano, che ha accusato di guadagnare tempo tramite promesse e manovre dilatorie.
A suo giudizio, il regime comprende solo un linguaggio di fermezza e pressione costante.
Ferrer ha chiamato a combinare la mobilitazione dei cubani con una posizione energica degli Stati Uniti affinché la democratizzazione di Cuba diventi una realtà.
Le sue dichiarazioni avvengono in un contesto regionale caratterizzato da recenti cambiamenti politici e da un inasprimento del linguaggio verso governi considerati autoritari.
Recentemente, Ferrer ha assicurato che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, potrebbe passare alla storia come “il Liberatore del XXI Secolo” se porterà a termine quella che considera una “questione irrisolta” contro i regimi che lui definisce genocidi e fondamentalisti.
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