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Il leader supremo dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, potrebbe essere morto dopo gli attacchi lanciati da Israele e Stati Uniti contro obiettivi in Iran, dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che ci sono “segnali crescenti” che indicano che il dirigente “non è più vivo”.
Secondo quanto riportano i mezzi di informazione, non c'è conferma indipendente, ma un alto funzionario israeliano ha dichiarato a Reuters che Khamenei è stato ucciso durante gli attacchi.
L'incertezza sul paradero di Khamenei si è intensificata perché, secondo il monitoraggio giornalistico, alcune delle prime ondate di attacchi hanno colpito zone vicine ai suoi uffici e il suo compound sarebbe stato uno degli obiettivi, senza che fosse chiaro se il leader si trovasse lì in quel momento.
In mezzo all'incertezza, Abbas Araghchi, ministro degli Affari Esteri iraniano, ha detto a NBC che il leader supremo è sopravvissuto agli attacchi: “Quasi tutti i funzionari sono sani e salvi”, ha dichiarato in diretta da Teheran.
In un aggiornamento citato da Reuters, Netanyahu ha suggerito che Israele e gli Stati Uniti avrebbero eliminato Khamenei, affermando che ci sono "molti segnali" che il leader supremo "non c'è più".
In parallelo, alti funzionari israeliani hanno affermato che il corpo di Khamenei è stato trovato tra le macerie, una versione che non è stata nemmeno confermata in modo indipendente da fonti neutrali.
Cosa si sa dell'operazione militare e del contesto immediato
L'operazione ha rappresentato una maggiore escalation: Washington e Israele hanno attaccato l'Iran sabato scorso e il presidente statunitense Donald Trump ha diffuso un messaggio in cui affermava che gli Stati Uniti avevano avviato “operazioni di combattimento maggiori” in Iran e chiedeva al popolo iraniano di “prendere il controllo” del proprio governo.
In reporti citati da Reuters, si è segnalato che tra i primi obiettivi c'era il quartier generale del leader supremo, nell'ambito di attacchi contro più punti nel paese.
Fino a questo momento, le informazioni disponibili lasciano aperte domande chiave: se Khamenei si trovava nel complesso attaccato, l'effettivo danno alle strutture legate alla sua sicurezza e, soprattutto, se esiste una conferma ufficiale verificabile (da parte dell'Iran o di organismi internazionali) sul suo stato.
L'unica conclusione per ora è che Israele afferma di avere indizi sulla sua morte, mentre l'Iran non ha fornito una conferma pubblica inequivocabile nei rapporti esaminati, mantenendo la questione nel campo della possibile morte, e non di un fatto confermato.
Non ci sono conferme indipendenti sullo stato di Khamenei.
Chi è Khamenei?
A 86 anni, il leader dell'Iran è diventato la massima autorità di quel paese nel 1989, dopo la morte del fondatore della Repubblica Islamica, l'ayatollah Ruhollah Khomeini.
In qualità di leader supremo, esercitava il controllo assoluto sulle istituzioni politiche, militari e religiose dell'Iran, modellando la politica interna e guidando le relazioni estere.
Israele lo ha considerato a lungo una "forza destabilizzante" in Medio Oriente, sostenendo il suo supporto alla rete di alleati militanti dell'Iran, inclusi il gruppo palestinese Hamas e gli Hezbollah libanesi.
Nel 2025, quando Israele e Iran combatterono una guerra di 12 giorni a giugno, il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, minacciò di eradicarlo, sostenendo che il leader supremo "non può continuare a esistere".
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