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Il giornale ufficiale Escambray ha rivelato nuovi dettagli sui resti ossei trovati in un rifugio sigillato di fronte alla scuola primaria Arcelio Modesto Suárez Bernal, nel quartiere Olivos II, a Sancti Spíritus, e ha confermato che non appartengono a resti umani.
Secondo la pubblicazione, il ritrovamento è avvenuto quando diversi bambini del quartiere hanno rotto i mattoni che chiudevano la struttura, abbandonata da più di 15 anni, e hanno registrato in video frammenti ossei all'interno.
Le immagini hanno circolato rapidamente sui social media e hanno dato vita a voci che indicavano la presunta apparizione del cadavere di un minore.
Di fronte all'allerta generata, sono intervenute le forze del Ministero dell'Interno, specialisti di criminologia, unità dei Vigili del Fuoco e autorità municipali, che hanno effettuato un'ispezione approfondita del luogo.
Il tenente colonnello Rolando Rodríguez Carmenate, capo dell'Ufficio di Investigazione Criminale della provincia, ha spiegato che nella revisione preliminare non è stato trovato alcun elemento che permettesse di affermare che si trattasse di resti umani.
Precisò che non sono emersi indumenti, oggetti personali né altri indizi associati a un corpo.
La specialista in Medicina Legale, Nairobi Puig González, ha dettagliato che l'analisi osteologica ha incluso la revisione di vertebre, pelvi e altri frammenti, e che le caratteristiche morfologiche escludono che appartengano alla specie umana.
Ha aggiunto che, in via preliminare, “tutto indica un canino”, anche se l'identificazione definitiva della specie è ancora in fase di studio.
Escambray ha sottolineato inoltre che non esiste alcun rapporto di minorenne scomparso nella zona né prove di un fatto delittuoso collegato al ritrovamento.
Le autorità hanno insistito sul fatto che l'indagine rimane aperta e hanno sottolineato che le informazioni disponibili finora sono preliminari, mentre continuano gli studi peritali.
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