I cubani mettono in discussione la credibilità della versione ufficiale riguardo alla barca

I cubani dubitano del racconto ufficiale su un incidente con un'imbarcazione a Cayo Falcones. Mettono in discussione la mancanza di prove sull'arsenale descritto dal MININT e esprimono sfiducia verso la versione statale.



Guardafronteras, immagine di riferimentoFoto © MININT

Cubani dentro e fuori dall'isola hanno espresso dubbi e scetticismo riguardo all'ampliamento ufficiale del Ministero dell'Interno (MININT) sull'incidente con un motoscafo a Cayo Falcones (Corralillo, Villa Clara), dopo che le autorità hanno assicurato che, come parte dell'indagine, hanno sequestrato fucili d'assalto, armi corte, ordigni esplosivi artigianali (cocchè molotov), giubbotti antiproiettile, mirini telescopici e uniformi mimetiche, oltre a identificare sei arrestati e un deceduto.

I commenti —raccolti sulle reti di Cubadebate e CiberCuba— mettono in discussione dalla verosimiglianza dell'arsenale descritto fino alla mancanza di prove pubbliche (foto o video) e la credibilità del racconto ufficiale, con utenti che affermano apertamente di non credere a nulla e che “qualsiasi menzogna è possibile”.

En un texto de “continuidad del proceso investigativo” sobre la “agresión armada” contra una unidad de superficie de las Tropas Guardafronteras, el MININT informó del aseguramiento de armamento y pertrechos, incluyendo fusiles de asalto, armas cortas, cócteles molotov, chalecos antibalas, mirillas telescópicas y uniformes de camuflaje.

Inoltre, ha segnalato che tra i partecipanti arrestati —secondo i “interrogatori preliminari”— sono stati identificati:

  • Amijail Sánchez González
  • Leordan Enrique Cruz Gómez
  • Conrado Galindo Sariol
  • José Manuel Rodríguez Castelló
  • Cristian Ernesto Acosta Guevara
  • Roberto Azcorra Consuegra

Tra i deceduti, il MININT ha identificato Michel Ortega Casanova e ha affermato che stavano lavorando all'identificazione delle altre tre persone morte.

"Di loro non credo nulla": diffidenza aperta e accuse di montaggio

Tra le reazioni dei cittadini citate, un'utente ha scritto: “Prima o poi uscirà tutta la verità! Di loro non credo a niente”, mentre un altro commento sosteneva: “Questo è pianificato dalla sicurezza dello stato”.

Diversi messaggi hanno utilizzato l'ironia per sminuire la narrativa, con frasi come “E Rambo non era in quella spedizione…??” e battute su “Micki Terrori”, suggerendo che la storia ufficiale stesse esagerando o costruendo un racconto.

Una delle domande più ricorrenti è stata l'assenza di evidenze visibili a supporto del sequestro descritto dal MININT. “E le foto?? Dove possiamo vedere tutte quelle evidenze?”, ha chiesto un utente.

Un altro ha commentato: “Che non ci siano video del momento… va bene, ma foto e video delle persone catturate, di tutto quello che dicono stessero portando, della barca, perché no?”.

Incongruenze segnalate dagli utenti: armi, feriti e obiettivi

Alcuni commenti hanno sollevato dubbi sulla logica dell'evento e sulla sproporzione che percepiscono tra quanto riportato e i risultati.

Un internauta ha sostenuto che, se avessero veramente quel tipo di armamento, “lo avrebbero detto fin dal primo momento” e ha messo in dubbio perché —secondo la sua interpretazione— ci sarebbe un numero di feriti che ha considerato “inverosimile” data la preparazione che lo Stato attribuisce al gruppo.

Altri utenti hanno avanzato ipotesi alternative nei limiti di quanto detto: uno ha affermato che “è molto probabile” che “stessero cercando persone per portarle negli USA” e che avrebbero calcolato che la mancanza di carburante avrebbe influenzato le motovedette.

Si è anche messo in discussione perché “veniva così tanta gente in barca” se, come riportano alcune versioni, l'obiettivo era raccogliere familiari.

Un clima di polarizzazione

Tra i commenti, alcuni hanno chiamato all'azione contro il governo se questo fosse stato responsabile (“è giunto il momento di porre fine a questo regime”), mentre altri hanno lamentato quanto accaduto o hanno difeso che, qualunque fosse il motivo, si dovessero seguire “le procedure e i permessi” per entrare nel paese.

La discussione sui social evidenzia un punto centrale: la distanza tra la versione ufficiale e la fiducia pubblica.

Mentre il MININT assicura che c'è stato un fatto armato e presenta un elenco di oggetti sequestrati e identità, una parte della cittadinanza chiede prove ed esprime sfiducia verso la narrativa statale, in un caso che è ancora sotto investigazione e che, secondo lo stesso comunicato, ha ancora tre deceduti non identificati.

Captura di Facebook

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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