Le Troppe Guardafronteras di Cuba sono state create nel 1963 e sono subordinate al Ministero dell'Interno (MININT). La loro missione ufficiale è proteggere le frontiere marittime del paese e affrontare crimini come il narcotraffico e il traffico di esseri umani.
Tuttavia, negli ultimi anni -in parallelo con l'aumento dell'esodo massiccio di cubani via mare- diverse delle loro operazioni di intercettazione si sono concluse con spari, collisioni e morti.
Di seguito, un resoconto cronologico dei principali casi registrati negli ultimi cinque anni.
Dicembre 2021 - Colpi di pistola e feriti a Playa Baracoa
En dicembre 2021 si è verificato un incidente a Playa Baracoa, Artemisa, quando un'imbarcazione con migranti è stata intercettata in alto mare da un'unità della Guardafronteras.
Secondo le denunce dei familiari, l'imbarcazione ha effettuato manovre di pressione contro l'imbarcazione civile, colpendola durante la persecuzione.
Nel corso dell'operazione si sono verificati spari e uno dei membri dell'equipaggio è rimasto ferito alla fronte da un proiettile che ha provocato una lesione profonda che ha richiesto sutura. Un altro occupante ha subito lesioni e ustioni durante l'intercettazione.
Dopo essere stati costretti a tornare a terra, i migranti sono stati sanzionati con multe amministrative.
Marzo 2022 - Collisione mortale a Ciego de Ávila
1 marzo 2022, di fronte a Cayo Coco, sulla costa nord di Ciego de Ávila, un'operazione di intercettazione si è conclusa con un morto e due feriti.
La versione ufficiale ha indicato che un motoscafo è stato raggiunto a diverse miglia dalla costa e che, durante le manovre successive, ha colliso con l'imbarcazione della Guardafronteras. Tre persone sono rimaste ferite e una è morta durante il trasporto a terra.
Successivamente, il fratello del defunto ha identificato pubblicamente la vittima come William Padrón Maza e ha chiesto spiegazioni a nome della famiglia.
Giugno 2022 - Scontro armato a Bahía Honda
Il 27 giugno 2022, un'imbarcazione proveniente dagli Stati Uniti è stata intercettata a tre miglia nautiche a nord di Bahía Honda, Artemisa.
Secondo il Ministero dell'Interno, durante il tentativo di identificazione si è verificato uno scambio di colpi tra gli occupanti dell'imbarcazione e l'unità di Guardafronteras.
Uno dei componenti dell’equipaggio della barca è morto dopo essere rimasto gravemente ferito.
Le autorità hanno informato del ritrovamento di armi da fuoco e droghe nella barca intercettata, inquadrando l'evento all'interno di un'operazione contro il traffico di esseri umani.
Ottobre 2022 - Diversi adulti e una bambina deceduti a Bahía Honda
Il 28 ottobre 2022 si è verificato uno degli episodi più gravi e controversi degli ultimi anni.
Una lancha modello Concorde, con targa della Florida e più di 20 persone a bordo, si è capovolta dopo aver impattato con un'unità della Guardafronteras al largo della costa nord di Artemisa.
Cinque persone sono morte -quattro adulti e una bambina di due anni- e altre diverse sono state segnalate come scomparse in un primo momento.
Con il passare dei giorni, il numero totale di decessi è salito a sette.
Il governo ha sostenuto che l'imbarcazione ha effettuato una manovra brusca che ha provocato la collisione nel contesto di un'operazione contro il traffico di esseri umani e ha negato che ci fosse un'azione deliberata di investimento.
I sopravvissuti e i familiari hanno denunciato che l'imbarcazione è stata colpita intenzionalmente.
Il caso ha suscitato conmozione ed è diventato uno degli episodi più drammatici dell'ultimo esodo marittimo.
Febbraio 2026 - Quattro morti e sei feriti in un'operazione di fronte a Villa Clara
Secondo una nota informativa del Ministero dell'Interno (MININT), una presunta "lancha rápida" con targa dello stato della Florida (FL7726SH) è stata rilevata mentre navigava all'interno delle acque cubane, circa a un miglio nautico a nordest del canale El Pino, a Cayo Falcones, municipio di Corralillo, provincia di Villa Clara.
Secondo la versione ufficiale, un'unità di superficie delle Troops Guardafronteras - composta da cinque elementi - si è avvicinata all'imbarcazione per identificarla.
In quel momento, sempre secondo il comunicato, dalla motonave "infringente" si aprì il fuoco contro i militari cubani.
Durante lo scambio di colpi, è rimasto ferito il comandante dell'imbarcazione cubana. Il rapporto ufficiale ha registrato quattro persone abbattute a bordo del natante e sei feriti, i quali sono stati evacuati e hanno ricevuto assistenza medica.
Il MININT ha assicurato che l'imbarcazione trasportava dieci persone armate che intendevano entrare nel territorio nazionale con "fini terroristici", secondo le dichiarazioni preliminari dei detenuti.
Le autorità hanno informato riguardo al sequestro di fucili d'assalto, armi corte, ordigni incendiari di fabbricazione artigianale, giubbotti antiproiettile, mirini telescopici e uniformi di camuffamento.
Hanno anche sottolineato che alcuni degli implicati hanno precedenti penali e che due di loro figuravano in elenchi nazionali legati a indagini precedenti.
107 morti documentate fino a marzo 2023
Oltre a questi episodi, l'organizzazione indipendente Archivo Cuba ha riportato che, solo fino a marzo 2023 aveva documentato 107 cubani morti in eventi attribuiti alle Truppe di Guardia di Frontiera, comprese sparatorie, collisioni e altri incidenti in mare.
L'organizzazione ha avvertito che si trattava di un registro parziale e che la cifra potrebbe essere maggiore a causa del numero di scomparsi nelle traversate marittime, la cui sorte non è sempre chiarita.
L'aumento degli incidenti negli ultimi anni, in concomitanza con l'esodo massiccio via mare, ha messo sotto scrutinio i metodi di intercettazione utilizzati nelle acque cubane.
Nel racconto ufficiale, le Truppe Guardafronteras agiscono per proteggere le frontiere.
In alcuni dei fatti documentati, l'intervento delle truppe di guardia costiera è terminato con spari contro imbarcazioni civili, collisioni che hanno affondato natanti e operazioni in cui l'uso della forza ha superato talvolta qualsiasi nozione di proporzionalità.
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