Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha pronunciato questo 24 febbraio 2026 il suo discorso sul Stato dell'Unione davanti a una sessione congiunta del Congresso al Campidoglio, a Washington D. C.
L'intervento, trasmesso in prima serata e caratterizzato dall'imminente 250° anniversario dell'indipendenza americana, è servito al presidente per fare un bilancio del primo anno del suo secondo mandato e per esporre le sue priorità economiche, migratorie e di politica estera.
Tuttavia, c'è stata un'assenza notevole nel discorso. Trump non ha menzionato Cuba in nessun momento, nonostante le aspettative create nel sud della Florida e tra settori dell'esilio che attendevano qualche annuncio o riferimento diretto all'isola.
Economia, inflazione e "era dorata"
Trump ha focalizzato buona parte del suo intervento sugli indicatori economici. Ha assicurato che l'inflazione sottostante è scesa al 1,7% negli ultimi mesi del 2025 e ha messo in evidenza la riduzione del prezzo della benzina, l'aumento dell'occupazione e i record raggiunti dal mercato azionario.
Difese la sua politica tariffaria come motore di nuovi investimenti e affermò di aver garantito impegni per oltre 18 trilioni di dollari in un anno.
Ha anche chiesto l'eliminazione delle tasse su mance e ore straordinarie, l'ampliamento del credito d'imposta per i figli e la creazione delle cosiddette "Cuentas Trump" per i minori.
In campo energetico, ha sottolineato l'aumento della produzione di petrolio e gas negli Stati Uniti e ha annunciato accordi affinché grandi aziende tecnologiche generino la propria elettricità di fronte alla crescente domanda di data center legati all'intelligenza artificiale.
Immigrazione, sicurezza e riforma elettorale
Il presidente ha affermato che la frontiera sud è ora "la più sicura della storia" e ha sostenuto che negli ultimi nove mesi non è stato ammesso nessun immigrato illegale. Ha segnalato una riduzione del traffico di fentanile e una storica diminuzione nel tasso di omicidi.
Trump ha chiesto al Congresso di approvare nuove leggi per rafforzare la sicurezza dei confini, eliminare le "città santuario" e richiedere un documento d'identità e la prova di cittadinanza per votare.
Annunciò una “guerra contro le frodi” nei programmi pubblici e difese il dispiegamento della Guardia Nazionale in diverse città per combattere la criminalità.
In questo blocco ha dedicato parole a México, riferendosi alla lotta contro i cartelli e alla designazione di queste organizzazioni come gruppi terroristi stranieri.
Politica estera: Venezuela, Iran e conflitti globali
Nel contesto internazionale, Trump ha affermato di aver contribuito a porre fine a vari conflitti e ha sottolineato l'operazione militare in Venezuela che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro a gennaio, definendola una “vittoria colossale” per la sicurezza degli Stati Uniti.
Segnalò che Washington collabora con la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, e celebrò la liberazione di prigionieri politici venezuelani dopo l'inizio di un processo di transizione in quel paese.
También ha parlato di negoziazioni con Irán dopo la distruzione del suo programma nucleare nella cosiddetta Operazione Martello di Mezzanotte, ribadendo che non permetterà a Teheran di ottenere armi nucleari.
Menzionò inoltre la guerra tra Russia e Ucraina, la situazione a Gaza e accordi tra vari paesi in conflitto.
Nonostante questo ampio ripasso internazionale, Cuba non è stata menzionata né direttamente né indirettamente. Non ci sono stati annunci su sanzioni, politica bilaterale, migrazione cubana né riferimenti al regime dell'Avana.
Per una parte dell'elettorato cubanoamericano, che si aspettava segnali concreti in mezzo alla pressione internazionale sui governi alleati del castrismo, il silenzio è stato molto significativo.
Il discorso, incentrato su economia, sicurezza e immagine di forza globale, ha chiarito che, almeno in questa occasione, Cuba non è stata al centro delle priorità di Trump.
Archiviato in: