Frei Betto chiede ai cubani di “guardare all'esempio di resistenza di Fidel” in mezzo a nuove tensioni con gli Stati Uniti.



Frei BettoFoto © Facebook/Gerardo de Los Cinco

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Frei Betto torna in scena all'Havana. Questa volta, dal Museo dei Comitati di Difesa della Rivoluzione (CDR), ha esortato i cubani a “seguire l'esempio di resistenza di Fidel” in mezzo alle nuove tensioni con gli Stati Uniti dopo l'ultima ordinanza esecutiva firmata dal presidente Donald Trump.

Secondo un rapporto trasmesso da Canal Caribe, il teologo brasiliano ha partecipato a un incontro con i dirigenti di base dei CDR, dove è stato presentato il libro “Premoniciones de Fidel”, stampato dal progetto La Gráfica en la Comunidad. Lì ha elogiato la “capacità profetica” del defunto leader cubano e la sua abilità di prevedere congiunture politiche, definendolo un stratega unico con una proiezione mondiale.

Di fronte a quello che ha descritto come “un momento difficile”, Betto ha esortato a non pensare se Fidel fosse vivo, ma al suo “esempio di resistenza, di speranza, di utopia”. Ha anche attaccato Trump, definendolo “la grande minaccia del mondo”, e ha assicurato che Cuba non è sola, poiché, secondo quanto dichiarato, esistono campagne di solidarietà internazionale con l'isola, incluso il Brasile.

Non è la prima volta che il frate domenicano, vicino al governo cubano da decenni, rilascia dichiarazioni controverse rivolte al popolo dell'isola. Nel 2019, in un articolo pubblicato nel quotidiano Granma, ha affermato che da Cuba se ne vanno “i contaminati dalla propaganda del consumismo capitalista”, suggerendo che coloro che emigrano lo fanno sedotti dal “El Dorado” a nord del Rio Grande. In quel testo ha inoltre affermato che nell'isola “non c'è mai stata una manifestazione popolare” contraria al Governo.

Le sue parole contrastano con l'esodo massivo degli ultimi anni, considerato il maggiore nella storia recente del paese, e con le proteste sociali che hanno segnato la vita nazionale dal 2021.

In 2022, durante un'intervento nella Mesa Redonda, ha consigliato ai cubani di friggere le bucce di patate per "snack", in mezzo a una grave crisi alimentare. Due anni dopo è tornato nello stesso programma per invitare la popolazione a piantare anche nelle finestre delle loro case e mobilitare i CDR per coltivare qualsiasi spazio disponibile, evocando le pratiche del cosiddetto "Período Especial".

Mentre milioni di cubani affrontano blackout prolungati, una cronica scarsità di cibo e salari insufficienti, l'appello di Betto a tenersi stretto all'eredità di Fidel e alla "resistenza" suscita nuovamente interrogativi sulla disconnessione tra il discorso ufficiale e la realtà quotidiana.

Per molti dentro e fuori dall'isola, la resistenza non è più un motto epico, ma una routine forzata segnata dalla sopravvivenza. E l'esempio che oggi osservano non è quello dei discorsi storici, ma quello dei familiari che fanno valigie, attraversano confini e cercano in altri paesi ciò che non trovano a casa.

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