Gli Stati Uniti esercitano pressioni sull'Italia affinché annulli l'assunzione di medici cubani in Calabria



Medici cubani in Italia con il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto al centro.Foto © Granma

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L'amministrazione del presidente Donald Trump ha portato la sua offensiva contro il governo cubano fino al sud Italia, dove cerca di convincere la regione Calabria a porre fine al programma che mantiene oltre 400 medici dell'isola lavorando negli ospedali locali.

Secondo quanto rivelato da Bloomberg, il principale diplomatico statunitense a L'Avana, Mike Hammer, ha viaggiato in Italia per esercitare pressioni direttamente sulle autorità regionali contro l'uso del personale sanitario cubano. Il media ha citato fonti a conoscenza della questione che hanno parlato a condizione di anonimato.

Un portavoce del Dipartimento di Stato ha confermato la posizione di Washington e ha assicurato che gli Stati Uniti condannano “il lavoro forzato e il traffico di persone coinvolti nel programma di esportazione di manodopera del regime cubano, specialmente nelle sue missioni mediche all'estero”.

La visita di Hammer includerebbe incontri con il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, che ha riconosciuto che, sotto l'attuale amministrazione americana, le richieste per annullare il programma "sono diventate più insistenti".

La pressione fa parte di una strategia più ampia guidata dal segretario di Stato Marco Rubio per isolare il governo cubano. Bloomberg ha ricordato che, dopo la cattura del principale alleato di L'Avana a Caracas all'inizio dell'anno, Washington ha bloccato le spedizioni di petrolio venezuelano a Cuba e ha minacciato di imporre dazi ai paesi che forniscono petrolio all'isola.

Rubio ha dichiarato recentemente di fronte ai legislatori che all'amministrazione Trump "piacerebbe vedere cadere" il governo cubano dopo più di sei decenni di regime a partito unico.

In questo contesto, le missioni mediche, che generano importanti entrate in valuta per lo Stato cubano, sono diventate un obiettivo centrale della politica estera statunitense. Sebbene l'impatto economico di questi programmi per L'Avana sia significativo, Washington sostiene che il sistema equivale a una forma di sfruttamento lavorativo.

La pressione ha già dato risultati in altri paesi. All'inizio del mese, il Guatemala ha annunciato che avrebbe smesso di utilizzare brigate mediche cubane, unendosi a diversi paesi dei Caraibi che hanno abbandonato il programma in mezzo alle iniziative diplomatiche statunitensi. L'Italia è attualmente l'unico paese dell'Unione Europea che mantiene questo tipo di cooperazione sanitaria con Cuba.

Tuttavia, la Calabria ha mostrato resistenza. Secondo Il Sole 24 Ore, il governatore Occhiuto ha difeso la permanenza dei medici affermando che sono essenziali per evitare la chiusura di ospedali e servizi di emergenza in una delle regioni con maggiori carenze sanitarie del paese.

“La mia massima priorità è garantire il diritto all'assistenza sanitaria dei cittadini della Calabria”, ha affermato Occhiuto dopo essersi incontrato con Hammer. Il governatore ha persino suggerito che la sua regione necessiterebbe fino a 600 medici aggiuntivi, “cubani o di qualsiasi altra nazionalità”, purché possano coprire il deficit di personale.

La disputa colloca la Calabria al centro di una confrontazione geopolitica che trascende il settore sanitario. Mentre Washington intensifica la sua campagna per tagliare una delle principali fonti di reddito del regime cubano, la regione italiana affronta il dilemma di allinearsi con la pressione statunitense o sostenere un programma che, secondo le sue autorità, mantiene aperti ospedali che altrimenti sarebbero costretti a chiudere.

Il polso diplomatico rivela che le missioni mediche cubane non sono più solo uno strumento di cooperazione sanitaria, ma un fronte strategico nella conflittualità tra Stati Uniti e L'Avana, con ripercussioni che ora raggiungono direttamente l'Europa.

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