Bruno Rodríguez afferma all'ONU che Cuba affronterà “privazioni e sofferenze” ma resisterà



Bruno Rodríguez Parrilla di fronte al Consiglio dei Diritti Umani dell'ONUFoto © Captura di video YouTube / Canal Caribe

In un discorso carico di retorica antiamericana, il cancelliere cubano Bruno Rodríguez Parrilla ha assicurato di fronte all'ONU che Cuba affronterà “privazioni e sofferenze” ma manterrà la sua sovranità e resistenza di fronte a quella che ha definito una politica di aggressione da parte degli Stati Uniti.

Rodríguez Parrilla ha aperto la sua intervento davanti al Consiglio dei Diritti Umani dell'ONU denunciando ciò che ha definito una “dittatura” di potere globale esercitata da Washington e ha accusato gli Stati Uniti di imporre un ordine internazionale basato su “lo spoglio come diritto eccezionale e supremo”.

In questo contesto, ha incolpato direttamente l'ordine esecutivo emesso dal presidente statunitense Donald Trump lo scorso 29 gennaio di provocare, secondo lui, un “punizione collettiva per il popolo cubano” e un tentativo di creare una “catastrofe umanitaria” attraverso l'assedio energetico all'isola.  

Da Ginevra, il cancelliere cubano ha attribuito a questa politica statunitense le difficoltà economiche che affronta la popolazione, difendendo al contempo la capacità del paese di superare la crisi: “siamo un popolo consapevole, istruito e coraggioso… con sistemi potenti di educazione, salute e scienza”, ha affermato, sottolineando inoltre le risorse naturali e gli sforzi nell'energia solare come pilastri di quella resistenza.

L'intervento di Rodríguez Parrilla arriva in un contesto di pressione senza precedenti da parte di Washington.

Dopo l'intervento militare statunitense in Venezuela e la cattura di Nicolás Maduro il 3 gennaio 2026, l'isola ha perso la sua principale fonte di petrolio e affronta una carenza di approvvigionamenti aggravata da minacce di sanzioni per i paesi terzi che cercassero di rifornirla.  

Questa situazione ha approfondito una crisi energetica e sociale che, secondo rapporti internazionali, ha lasciato il paese sull'orlo della paralisi con gravi impatti sul trasporto, sull'approvvigionamento e sui servizi di base.

La Casa Blanca ha anche inasprito la propria posizione pubblica, esigendo da Cuba “cambiamenti molto drastici e molto presto” e sottolineando che il regime sta collassando sotto il peso della propria crisi economica.

Allo stesso tempo, ci sono rapporti non confermati di contatti tra rappresentanti del governo statunitense e settori della leadership cubana, in un contesto di potenziali negoziazioni per evitare un completo vuoto di potere nell'isola.

Sui social media e nei circoli dell'esilio cubano, le critiche all'intervento del cancelliere del regime cubano sono state dure.

Molti utenti hanno concordato sul fatto che Rodríguez Parrilla abbia utilizzato il discorso ufficialista per deviare l'attenzione dalla cattiva gestione interna e responsabilizzare esclusivamente gli Stati Uniti di tutti i problemi strutturali dell'economia cubana.

Rodríguez Parrilla ha concluso il suo intervento rivendicando l'unità e la determinazione del popolo cubano nel perseverare, e ha ribadito la disponibilità dell'Avana a dialogare con Washington "basato sull'uguaglianza sovrana, il rispetto reciproco e il beneficio reciproco", sebbene senza precondizioni.

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