Rubano la muleta a un anziano che vive per strada a Santiago di Cuba



Yasser Sosa Tamayo e MáximoFoto © Facebook / Yasser Sosa Tamayo

Un anziano in condizioni di disagio a Santiago di Cuba è stato vittima di un furto che lo ha lasciato praticamente immobile: gli hanno rubato le stampelle che utilizzava come unico mezzo per muoversi.

Il caso è stato denunciato dall'attivista solidale Yasser Sosa Tamayo, noto per il suo impegno a favore delle persone anziane in situazioni di vulnerabilità.

"Le hanno rubato le stampelle. Oggi ha ricominciato a camminare", ha scritto Sosa su Facebook, dove ha raccontato quanto accaduto a Máximo, un uomo che ha subito un'ischemia che lo ha lasciato paralizzato da un lato del corpo e che attualmente vive per strada.

Senza il suo bastone, l'anziano si sentì ancora più abbandonato, in una dolorosa dimostrazione dell'abbandono che affrontano molti anziani nell'Isola.

"Le era stato tolto l'equilibrio. Movimento. Dignità. Un uomo con disabilità fisica, vivantə per strada, ridotto a terra dalla crudeltà di qualcuno che aveva deciso che anche il suo unico strumento per muoversi era rubabile", ha sottolineato l'attivista.

Sosa ha denunciato che "una persona senza scrupoli e priva di sentimenti" gli ha rubato durante la notte il suo unico mezzo di mobilità possibile.

Il fatto evidenzia non solo la precarietà in cui vivono molti anziani, ma anche il deterioramento sociale che attraversa il paese, dove la crisi economica ha approfondito la marginalità e ha lasciato le persone vulnerabili esposte all'indifferenza e al crimine.

Un gesto di solidarietà di fronte all'abbandono

La storia, tuttavia, ha preso una piega grazie alla solidarietà dei cittadini. Un sostenitore del progetto di Sosa ha deciso di finanziare una nuova stampella. L'attivista ha raccontato di aver viaggiato fino al quartiere Abel Santamaría, Micro 3, per consegnare di persona l'aiuto.

"Il trasporto è aumentato. Il tragitto è lungo. Tutto costa. Ma quanto costa di più vedere un uomo strisciare perché qualcuno gli ha rubato ciò che aveva." scrisse.

Nel video condiviso si osserva il momento in cui Máximo riceve la nuova muleta. "Quando appoggiò la nuova muleta contro il cemento, il suono fu secco, fermo. Fece un passo. Dopo un altro. Non camminò da solo. Camminammo tutti", ha espresso Sosa.

Oltre alla muleta, l'attivista ha fornito un aiuto economico destinato alla sua alimentazione e cura. "Perché recuperare la mobilità non risolve la fame. E Máximo ha ancora bisogno di supporto".

Una realtà che interpella

Il caso di Máximo non è isolato. In mezzo alla profonda crisi che sta attraversando Cuba, sempre più anziani vivono per strada, senza risorse, senza assistenza efficace e dipendendo dalla carità pubblica per mangiare o ricevere cure di base.

Il deterioramento economico e la mancanza di politiche sociali efficaci hanno lasciato molti anziani in condizioni estreme, mentre le istituzioni non offrono soluzioni reali a chi ne ha più bisogno.

In questo contesto, iniziative cittadine come quella di Yasser Sosa colmano, con impegno personale, ciò che dovrebbe essere una responsabilità strutturale dello Stato.

"Questo non è carità. È responsabilità umana", ha sottolineato l'attivista. E ha avvertito che la situazione del signore rimane precaria: "Máximo ha ancora bisogno di noi".

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