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Una cubana identificata come Karelis Rivero ha denunciato nel gruppo di Facebook "REVOLICO AMANCIO" che soggetti sconosciuti le hanno rubato la sua moto AVA 150, insieme a un generatore EcoFlow e diversi pezzi di motore che aveva in vendita.
Il fatto è avvenuto nelle prime ore della notte tra giovedì e venerdì nel comune di Amancio, Las Tunas.
Nella sua pubblicazione, Rivero ha assicurato che ognuno di quegli beni era frutto del lavoro e del sacrificio della sua famiglia per anni, e ha lamentato profondamente che qualcuno arrivasse a portarli via "di nascosto".
"Il mio motore è inconfondibile, cambiargli quello che vogliono, lo troveremo, anche se è sotto le pietre," disse.
Ha anche avvertito che i ladri le hanno portato via il tesserino d'identità e ha chiesto alla comunità di contattarla nel caso qualcuno tentasse di truffarla con documenti o acquisti a suo nome.
"Spero che qualcuno si commuova e sappia qualcosa. Per favore, chiamatemi, lo ricompenserò molto bene," ha aggiunto.
La motocicletta e i pezzi rubati non sono semplici oggetti per le famiglie cubane: rappresentano mezzi di sussistenza, trasporto e un investimento significativo in un contesto in cui i trasporti pubblici sono collassati e la scarsità di carburante ha paralizzato i servizi fondamentali.
Avere una moto a Cuba, dove il trasporto pubblico è praticamente paralizzato dalla mancanza di carburante, è uno strumento essenziale per la vita quotidiana.
Il furto denunciato da Rivero mette in evidenza l'aumento dei reati contro la proprietà a Cuba, un fenomeno che non può essere dissociato dalla profonda crisi economica che attraversa il paese e dal fatto che la Polizia non risponde con efficacia né offre sicurezza.
Inoltre, il collasso del sistema di trasporto statale -con percorsi sospesi e scarsa disponibilità di benzina- rende i veicoli privati, siano essi auto, moto o biciclette, beni ancora più preziosi e, quindi, più attraenti per il crimine.
Nel suo post, Rivero ha fatto appello alla solidarietà della comunità di Amancio per trovare la sua moto e recuperare, se possibile, i suoi averi.
Il suo messaggio -e la paura che ha espresso per l'uso improprio della sua identità- risuona con le preoccupazioni di molti cubani che hanno visto come il deterioramento dei servizi pubblici e la carenza di beni si combinano con un aumento dei crimini nei loro quartieri e municipi.
In Cuba, dove la mancanza di investimenti, la gestione inefficiente e le politiche rigide hanno eroso l'economia per decenni, l'insicurezza e i furti sono diventati sintomi visibili di una società pressata dalla necessità.
La popolazione affronta non solo la realtà di un'economia in contrazione, ma anche l'indifendibilità di fronte a atti delittuosi, il che alimenta la frustrazione e la sfiducia nelle istituzioni incaricate di garantire la sicurezza pubblica.
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