Conferenza Episcopale Venezuelana: “I fatti del 3 gennaio hanno cambiato il panorama politico e sociale.”



Membri della Conferenza Episcopale Venezolana (CEV)Foto © Facebook/Vida Cristiana

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La Conferenza Episcopale Venezuelana (CEV) ha affermato che gli eventi del 3 gennaio scorso hanno profondamente modificato la realtà politica e sociale del paese, dopo la cattura di Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores.

“Gli eventi del tre gennaio di quest'anno hanno profondamente cambiato il panorama politico e sociale”, sottolinea l'esortazione pastorale della CEV, presentata alla stampa dal presidente dell'istanza, monsignor Jesús González de Zárate, secondo quanto riportato da EFE.

Il messaggio, condiviso dal gruppo di Facebook Vida Cristiana per la sua rilevanza e similitudini con la situazione cubana, aggiunge che “la vita dei venezuelani è stata caratterizzata negli ultimi anni dal impoverimento generalizzato; dalla mancanza di opportunità di lavoro giustamente retribuito; una corruzione generalizzata e impunita; le violazioni dei diritti umani e dei diritti civili”, sottolinea il testo in uno dei suoi frammenti.

Secondo i prelati, questa situazione ha provocato un deterioramento allarmante nei sistemi di educazione, salute e servizi pubblici, così come nella sicurezza personale, giuridica ed economica. Per tali ragioni, i membri della CEV “si uniscono al dolore della nostra gente”.

Di fronte a tale situazione, la CEV ha espresso anche la sua solidarietà con i prigionieri politici e le loro famiglie, i milioni di emigranti costretti ad abbandonare il paese, le persone anziane in stato di abbandono, i malati senza accesso ai farmaci, i giovani senza opportunità e i lavoratori che ricevono “stipendi miserabili”.

"Ci facciamo eco del clamore di ampi settori della popolazione, che chiedono la abrogazione delle leggi che limitano i diritti fondamentali consacrati nella Costituzione Nazionale e nei Trattati Internazionali, in particolare quelli riguardanti la libertà di espressione, il voto libero, senza coercizione, e le normative che restringono significativamente l’azione delle organizzazioni civili", recita il messaggio.

Interrogativi sul processo elettorale

In uno dei punti più rilevanti del messaggio, i vescovi affermano che la sovranità popolare “è stata disconosciuta” a seguito dell'omissione della pubblicazione dettagliata dei risultati delle elezioni presidenziali del 28 luglio 2024.

Allo stesso modo, sostengono che i fatti accaduti il 3 gennaio “hanno profondamente cambiato il panorama politico e sociale”, e sebbene siano stati interpretati da alcuni come una violazione del diritto internazionale, altri ritengono che potrebbero aprire strade verso la democratizzazione del paese.

Esigenze e proposte

La Conferenza Episcopale ha fatto eco al grido di ampi settori che chiedono l'abrogazione di leggi che limitano diritti fondamentali, in particolare quelli legati alla libertà di espressione, al voto libero e all'azione delle organizzazioni civili.

"È un segno positivo la scarcerazione di alcuni detenuti a causa della loro posizione politica o della libera espressione del loro pensiero. Ancora una volta, chiediamo la piena liberazione di tutti i prigionieri politici o dei detenuti per motivi ingiusti."

"Seguiamo con interesse la proposta e il percorso di approvazione di una legge di amnistia generale, che deve essere necessariamente ampia e inclusiva, frutto di una vasta consultazione con tutti i settori della società civile. Sarebbe un passo importante per intraprendere il lungo e difficile cammino della riconciliazione nazionale e del ripristino della convivenza sociale e democratica", aggiunge il testo.

Ha qualificato anche come “segno positivo” l'escarcerazione di alcuni detenuti per motivi politici, ma ha ribadito il suo invito alla liberazione completa di tutti i prigionieri politici e all'approvazione di una legge di amnistia ampia e inclusiva, frutto del consenso nazionale.

Secondo i vescovi, una misura di questo tipo sarebbe un passo fondamentale per avanzare verso la riconciliazione e il ripristino della convivenza democratica.

Impegno pastorale

Il messaggio si conclude con l'impegno della Chiesa cattolica in Venezuela di trasformare parrocchie, diocesi e istituzioni in spazi di incontro, ascolto e accompagnamento, promuovendo la riconciliazione, il perdono e la fraternità.

Il testo è stato condiviso in spazi cattolici cubani per le somiglianze che alcuni osservatori trovano tra la realtà venezuelana descritta dai vescovi e la situazione sociale e politica a Cuba, evocando persino il documento storico dell'episcopato cubano del 1993, El amor todo lo espera.

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