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In mezzo a prolungati blackout, carenza di cibo e un'inflazione che riduce in polvere il salario in pesos cubani (CUP), la stampa ufficiale cubana ha invitato il 14 febbraio a “amare nell'avversità”. L'appello è apparso in una pubblicazione del quotidiano Granma, organo del Partito Comunista di Cuba, con il titolo “Mille e una forme di amare nell'avversità”.
Il testo fa appello alla resilienza e alla capacità di “fiorire” nonostante i venti avversi. “Insistiamo affinché sia il segno dell’amore la nostra impronta nel mondo”, esorta l’articolo, con un tono marcatamente poetico che evita qualsiasi riferimento diretto alla crisi strutturale che vive il paese.
Nel frattempo, la realtà quotidiana di milioni di cubani è ben lontana da quella narrativa. In un contesto in cui lo stipendio medio non è sufficiente per coprire i beni di prima necessità e dove una semplice cena può superare diverse migliaia di CUP, festeggiare San Valentino è diventato un lusso inaccessibile per la maggior parte.
Per molte coppie, questo 14 febbraio si trascorre tra black out, lunghe code e l'incertezza di non sapere se ci sarà gas, trasporti o cibo il giorno dopo.
L'articolo di Granma parla di "seminare amore" e di "accorciare le distanze", ma omette che l'emigrazione di massa ha separato migliaia di famiglie e coppie. Non menziona nemmeno che la disperazione si è installata in ampi settori della popolazione, specialmente tra i giovani che non vedono un futuro nel paese.
L'articolo si conclude chiedendo che l'amore non si limiti a un solo giorno e che serva a superare "l'odio, la guerra e la distanza". Tuttavia, per molti cubani, la distanza non è una metafora, ma una realtà segnata da videochiamate e case vuote.
In un San Valentino segnato dalla precarietà, l'invito ufficiale a “amare nell'avversità” suona, per non pochi, come un esercizio retorico scollegato dall'angoscia quotidiana. Perché quando manca il necessario, quando i soldi non bastano e l'incertezza domina, la gioia smette di essere celebrazione.
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