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Il Consolato Generale di Spagna a L'Avana ha annunciato che ridurrà il suo orario di apertura come parte delle misure di “risparmio energetico”, una decisione che riporta in primo piano l'impatto reale della crisi elettrica a Cuba, anche in istituzioni straniere dove migliaia di cubani stanno elaborando documenti chiave per il loro futuro.
Secondo quanto comunicato dalla sede diplomatica attraverso il suo account ufficiale su X, a partire da lunedì 16 febbraio il Consolato chiuderà da lunedì a giovedì alle 15:00, un'ora prima del solito.
L'istituzione ha spiegato che la chiusura sarà alle 15:00 invece delle 16:00, pertanto tutte le persone con appuntamenti programmati alla fine della giornata dovranno presentarsi prima delle 14:45, per garantire di poter essere ricevute.
L'annuncio arriva in un momento particolarmente delicato per i cubani che dipendono da pratiche consolari relative alla nazionalità spagnola, visti, legalizzazioni e altri processi che solitamente comportano lunghe attese e spostamenti da diverse province del Paese.
Poco dopo il primo comunicato, il Consolato ha precisato che manterrà l'attenzione su tutti gli appuntamenti riservati, cercando di calmare le preoccupazioni tra i richiedenti che temono di perdere i turni ottenuti dopo mesi di attesa.
La riduzione dell'orario del Consolato spagnolo si aggiunge a misure simili annunciate nei giorni scorsi da altre sedi diplomatiche a L'Avana. Solo giovedì, l'Ambasciata degli Stati Uniti ha comunicato che limiterà i suoi servizi in presenza a tre giorni a settimana per conservare combustibile e ottimizzare il consumo energetico, riservando lunedì e venerdì solo per le emergenze.
In mezzo a prolungati blackout, carenza di carburante e un'infrastruttura elettrica collassata, la crisi energetica cubana continua a generare conseguenze che vanno ben oltre le abitazioni: ora influisce direttamente sull'accesso dei cittadini a pratiche che, per molti, rappresentano l'unica via per la riunificazione familiare o l'uscita legale dal paese.
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