Congressisti cubano-americani chiedono a Trump di applicare tolleranza zero contro il regime di Cuba



Congresisti cubanoamericani Mario Díaz-Balart e Carlos GiménezFoto © Collage The Hill e X/ Rep. Carlos A. Gimenez

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Congresisti cubanoamericani hanno chiesto al presidente Donald Trump di applicare una politica di tolleranza zero e massima pressione contro il regime di Cuba, ritenendo che il sistema di potere nell'isola sia più debole che mai.

Secondo quanto pubblicato dal quotidiano statunitense New York Post, i legislatori repubblicani Carlos Giménez e Mario Díaz-Balart hanno esortato l'amministrazione Trump a intensificare le sanzioni economiche, diplomatiche e politiche come mezzo per forzare un cambiamento di regime a L'Avana.

Entrambi i congressisti hanno sottolineato che il governo cubano sta affrontando una crisi profonda, aggravata dalla perdita del sostegno petrolifero del Venezuela e dalla mancanza di aiuto finanziario esterno, il che ha lasciato il regime senza la capacità di sostenere l'economia né i servizi essenziali.

Giménez ha affermato di non aver mai visto il regime così indebolito e ha sostenuto che la strategia di pressione deve essere mantenuta e ampliata, includendo azioni contro i paesi che aiutano a sostenere il governo cubano attraverso la fornitura di petrolio o altre risorse.

Per quanto riguarda Díaz-Balart, ha difeso la necessità di applicare pressione totale su tutti i fronti e ha assicurato che questa è stata l'unica via efficace contro dittature che si rifiutano di abbandonare il potere, escludendo che un intervento militare diretto sia necessario nel caso cubano.

La nota raccoglie inoltre avvertimenti da esperti, come Sebastián Arcos, dell'Istituto di Ricerche Cubane dell'Università Internazionale della Florida, che ha affermato che il regime cercherà di ingannare gli Stati Uniti attraverso negoziati per guadagnare tempo e prevenire il suo collasso.

Arcos ha affermato che, senza il petrolio venezuelano, l'economia cubana passerà da una crisi prolungata a un collasso totale, e ha avvertito che il regime cercherà concessioni minime per rimanere al potere mentre la popolazione continua a soffrire le conseguenze.

Il rapporto segnala che Trump sta valutando di promuovere un cambio di regime a Cuba prima della fine dell'anno e che la sua amministrazione considera misure aggiuntive, incluse sanzioni ai paesi che esportano petrolio sull'isola, in un tentativo di ridurre le principali fonti di ossigeno economico del Governo cubano.

In questo contesto, si cita il ruolo del segretario di Stato Marco Rubio nella progettazione della strategia verso Cuba e i contatti con settori dell'esilio e attori interni del regime per esplorare uno scenario di transizione.

L'articolo sottolinea inoltre che, sebbene Miguel Díaz-Canel occupi formalmente la presidenza, il potere reale rimane nelle mani di Raúl Castro e dell'apparato militare, che controlla i principali affari dell'isola e potrebbe tentare di negoziare un'uscita che preservi i propri interessi.

I legislatori hanno concordato che l'obiettivo dell'amministrazione Trump deve essere quello di permettere a Cuba di riconquistare la sua libertà dopo decenni di governo autoritario, lasciando che il regime collassi sotto il peso della pressione internazionale e evitando un intervento militare diretto.

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Redazione di CiberCuba

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