
Video correlati:
La congresista cubanoamericana María Elvira Salazar ha emesso una dura condanna contro il regime venezuelano dopo la ricattura del leader dell'opposizione Juan Pablo Guanipa, poche ore dopo essere stato liberato.
Attraverso il suo account ufficiale su X, la rappresentante repubblicana della Florida non solo ha denunciato quanto accaduto, ma ha anche attribuito direttamente la responsabilità ai principali leader del governo interino venezuelano, avvertendo riguardo a possibili conseguenze diplomatiche.
“El sequestro di Juan Pablo Guanipa, ore dopo la sua liberazione, conferma il solito schema: ogni tiranno comunista simula dialogo e riconciliazione solo per guadagnare tempo e mantenere il potere. Se il regime volesse una reale riconciliazione, permetterebbe partiti liberi, libertà di espressione e libera assemblea. Non lo fa”, ha scritto Salazar.
“Los hermanos Rodríguez sono responsabili di questo rapimento. Il regime deve rispondere per l'integrità di Juan Pablo Guanipa e liberarlo immediatamente. Se gli succede qualcosa, ci saranno conseguenze molto gravi. Gli Stati Uniti stanno vigilando”, ha concluso la legislatrice, alzando il tono della richiesta.
Le parole di Salazar puntano direttamente a Delcy Rodríguez, presidente ad interim del Venezuela dopo la cattura di Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi lo scorso 3 gennaio, e a Jorge Rodríguez, presidente dell'Assemblea Nazionale, come responsabili politici dell'accaduto.
Dalla speranza all'incertezza: l'escarcerazione che è durata ore
Il caso di Juan Pablo Guanipa, uno dei principali alleati di María Corina Machado - leader dell'opposizione e Premio Nobel per la Pace 2025 - riflette l'instabilità del processo di liberazione dei prigionieri politici in Venezuela.
Liberato domenica dopo oltre otto mesi di detenzione, Guanipa ha dichiarato alla stampa con tono di speranza:
“Sono convinto che il nostro paese sia cambiato completamente. Sono convinto che ora spetti a noi concentrarci tutti sulla costruzione di un paese libero e democratico.”
Tuttavia, quella libertà fu effimera. Ore dopo, fu nuovamente catturato da un gruppo di uomini armati, vestiti in abiti civili, che lo hanno bloccato in un quartiere residenziale di Caracas. Così ha denunciato Machado:
“Uomini fortemente armati, vestiti in abiti civili, sono arrivati su 4 veicoli e lo hanno portato via con violenza. Esigiamo la sua immediata liberazione.”
La versione è stata sostenuta dal figlio del dirigente, Ramón Guanipa, che ha richiesto un certificato di vita immediato.
"Un gruppo di circa 10 persone non identificate ha intercettato e sequestrato mio padre,” ha scritto su X.
Giustificazione ufficiale: Violazione delle condizioni di scarcerazione
Horas dopo l'evento, la Procura venezuelana ha confermato che Guanipa non era stato "sequestrato", ma che la sua liberazione era stata revocata per presunto inadempimento delle condizioni giudiziarie imposte. La misura è stata sostituita da un regime di detenzione domiciliare.
Il comunicato del Ministero Pubblico ha sottolineato:
“Le misure cautelari accordate dai tribunali sono subordinate al rigoroso rispetto degli obblighi imposti.”
Sebbene non siano stati specificati i dettagli sui mancati adempimenti, i media locali hanno riportato che Guanipa aveva visitato centri di detenzione a Caracas, si era incontrato con i familiari di prigionieri e aveva rilasciato dichiarazioni alla stampa.
Queste azioni potrebbero aver violato le consuete proibizioni associate a questo tipo di misure, come evitare atti politici o contatti con i media.
Più liberazioni, più dubbi
L'escarcelazione di Guanipa faceva parte di un pacchetto di liberazioni promosso dal governo di Delcy Rodríguez, dopo un incontro con rappresentanti dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. Almeno 30 persone sono state messe in libertà, come confermato dall'ONG Foro Penal.
Tra i liberati c'erano anche figure vicine a Machado, come la sua avvocata María Oropeza -arrestata in un raid violento trasmesso in diretta- e il suo avvocato Perkins Rocha.
Nonostante questi gesti, le organizzazioni per i diritti umani e l'opposizione venezuelana hanno criticato il processo per la sua opacità, lentezza e mancanza di garanzie.
L'Assemblea Nazionale sta attualmente discutendo un progetto di legge sull'amnistia, ma nemmeno la sua approvazione ha dissipato i sospetti sulla vera intenzione del regime.
María Elvira Salazar come voce internazionale di pressione
L'intervento di Salazar non è isolato.
Dalla sua posizione nel Congresso, ha mantenuto una linea ferma contro i regimi autoritari dell'America Latina, in particolare Cuba, Nicaragua e Venezuela.
Nel caso di Guanipa, il suo messaggio è stato diretto, politico e con toni di avvertimento strategico: “Gli Stati Uniti sono in attesa”, ha sottolineato.
Con questo, ha lasciato aperta la porta a future sanzioni o reazioni diplomatiche se il caso di Guanipa dovesse diventare un nuovo punto di rottura nelle già tese relazioni tra il governo del Venezuela e gli Stati Uniti, nonostante il nuovo contesto politico dopo la caduta di Maduro.
La ricaptura di Juan Pablo Guanipa, sotto accuse poco chiare e nel mezzo di un processo suppostamente destinato alla riconciliazione nazionale, ha riportato il Venezuela sotto i riflettori internazionali. Le parole di María Elvira Salazar non solo riflettono l’indignazione di settori politici a Washington, ma rappresentano anche un avvertimento esplicito: la sorveglianza sulle azioni del regime continua e l'impunità non sarà tollerata.
Nel frattempo, Guanipa rimane agli arresti domiciliari, diventando nuovamente simbolo di un’opposizione perseguitata che chiede garanzie reali per l'esercizio democratico. E la comunità internazionale, come ha avvertito la congressista, continua a osservare.
Archiviato in: