Il Governo cubano ha ufficializzato una nuova misura che permetterà di detrarre fino al 20% dello stipendio ai cittadini beneficiari di abitazioni assegnate dallo Stato, un pagamento che potrebbe estendersi per 30 anni, secondo un accordo del Consiglio dei Ministri pubblicato questo martedì nella Gaceta Oficial.
La disposizione, approvata il 14 marzo 2025, entra finalmente in vigore dopo la sua pubblicazione ufficiale il 4 febbraio 2026, quasi un anno dopo, in mezzo a una crisi abitativa che colpisce migliaia di famiglie cubane che sopravvivono tra crolli, rifugi e case in rovina.
Secondo il documento, le abitazioni costruite dallo Stato o quelle che rimarranno disponibili nelle mani dei governi municipali potranno essere assegnate secondo le modalità di proprietà, locazione o usufrutto, a seconda della “capacità di pagamento” del beneficiario e dell'ordine di priorità stabilito.
Nel caso dell'assegnazione in proprietà, il Governo autorizza che il pagamento avvenga in rate mensili che non superino il 20% del reddito del titolare. Inoltre, si stabilisce che il termine di pagamento può essere esteso fino a 30 anni, a seconda dell'età e della capacità economica del beneficiario.
L'accordo indica che il beneficiario potrà effettuare pagamenti anticipati, ma avverte che in caso di inadempimento “ingiustificato” si procederà secondo quanto stabilito dalla legislazione vigente, il che lascia aperta la possibilità di perdita del diritto sulla casa.
Per coloro che hanno redditi bassi, lo Stato prevede la modalità di affitto, con pagamenti calcolati sul 10% del salario, quando anche uno sconto del 20% risulta impossibile senza "sacrificare bisogni fondamentali".
Nei casi più critici, il regime potrà concedere abitazioni in usufrutto, una figura che non conferisce proprietà e che sarà applicata quando la persona non possa sostenere “alcuna deduzione” dei propri redditi.
La norma indica anche che se un beneficiario in usufrutto o locazione migliora i propri redditi, potrà richiedere un cambio di status e optare per pagare la casa come proprietario, detraendo quanto già versato.
Una misura in mezzo al collasso abitativo
L'annuncio arriva in un contesto segnato dal deterioramento accelerato del patrimonio abitativo cubano. Diversi rapporti hanno stimato che il paese presenta un deficit vicino al milione di abitazioni, con centinaia di migliaia da costruire o riabilitare, mentre i crolli all'Avana e in altre province diventano parte della routine quotidiana.
Il governo stesso ha riconosciuto negli anni recenti la gravità del problema e ha approvato normative che obbligano i beneficiari a pagare le abitazioni statali con rate mensili calcolate in base ai redditi familiari.
Dal 2019, il Consiglio dei Ministri aveva disposto che il prezzo di trasferimento delle abitazioni statali sarebbe stato equivalente al costo di costruzione preventivato e che l'assegnazione avrebbe dato priorità ai dannificati, ai casi sociali e alle famiglie in condizioni precarie. Tuttavia, la realtà per migliaia di cubani resta la stessa: lunghe liste d'attesa, burocrazia interminabile e una scarsità cronica di risorse.
Viviende collegate e pagamenti annuali
Il nuovo accordo si collega anche a normative precedenti riguardanti le cosiddette abitazioni legate a centri di lavoro statali, che potevano essere trasferite ai locatari dopo anni di pagamenti.
Secondo le procedure pubblicate su piattaforme ufficiali, il trasferimento di proprietà di abitazioni collegate richiede di aver versato un totale di 180 mensilità, equivalenti a 15 anni di pagamenti, oltre a soddisfare requisiti lavorativi e legali.
Ora, il Governo amplia il quadro per le abitazioni statali in generale, stabilendo scadenze molto più lunghe —fino a 30 anni—, il che per molti cubani significa una condanna finanziaria in un paese dove gli stipendi statali continuano a essere insufficienti per coprire anche il cibo del mese.
Chi potrà permettersi di comprare una casa con uno stipendio cubano?
Sebbene la misura si presenti come una "flessibilizzazione" per facilitare l'accesso alla casa, la realtà è che per buona parte della popolazione uno sconto del 20% sul salario può rappresentare il colpo decisivo per economie familiari già asfissiate dall'inflazione, dalla scarsità e dall'aumento vertiginoso dei prodotti di prima necessità.
In Cuba, dove molte famiglie dipendono dalle rimesse o dal mercato informale per sopravvivere, l'annuncio riapre un dibattito inevitabile: chi può realmente permettersi un'abitazione statale con uno stipendio in pesos cubani? E, soprattutto, quanti cubani potranno aspettare tre decenni per dire che la casa in cui vivono gli appartiene veramente?
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