Dirigente comunista cileno conferma che la leadership cubana considera l'isola nel suo peggior momento storico: “Più grave di Playa Girón”



Lautaro Carmona, dirigente del Partito Comunista del Cile, insieme a Roberto Morales Ojeda, membro del PCC.Foto © Facebook/Lautaro Carmona Soto

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Alti dirigenti del regime cubano riconoscono che l'isola sta attraversando il momento più critico della sua storia dal 1959, addirittura più grave dell'invasione della Playa Girón. Così ha affermato il presidente del Partito Comunista del Cile, Lautaro Carmona, dopo una visita ufficiale a L'Avana durante la quale ha incontrato Miguel Díaz-Canel e altri membri della leadership al potere, in un contesto di crescente tensione regionale e una crisi economica e sociale senza precedenti.

Carmona ha riferito in un rapporto presentato alla militanza della sua organizzazione che durante i suoi incontri con le autorità cubane ha ascoltato una valutazione coerente e allarmante: Cuba vive “il momento più complesso di tutto il processo rivoluzionario”, una situazione che, secondo i suoi interlocutori, supera persino lo scenario di minaccia affrontato dall'isola durante Playa Girón.

Captura di Facebook/Lautaro Carmona Soto

Il dirigente cileno ha attribuito questo contesto a quella che ha definito un'offensiva totale degli Stati Uniti, specialmente dopo la cattura del leader venezuelano Nicolás Maduro a seguito di un'operazione autorizzata dal presidente Donald Trump.

Secondo quanto spiegato, uno degli obiettivi centrali del viaggio è stato analizzare con le autorità cubane l'impatto politico, economico e strategico di quel fatto, che ha avuto conseguenze immediate per L'Avana, come il taglio del rifornimento di petrolio venezuelano e l'inasprimento del blocco economico.

In quel contesto, Carmona ha parlato di una Cuba sottoposta a una “economia di guerra”, con gravi difficoltà energetiche, alimentari e nei servizi di base.

Durante il suo soggiorno, il leader comunista cileno ha incontrato Miguel Díaz-Canel; la vicecanceller Josefina Vidal; Roberto Morales, membro del Burò Politico del Partito Comunista di Cuba; Emilio Lozada, responsabile delle relazioni internazionali del partito; e il presidente dell'Assemblea Nazionale, Esteban Lazo.

Ha anche avuto un incontro con Katiuska Blanco, l'unica biografa autorizzata di Fidel Castro. Dopo questi scambi, ha assicurato che la dirigenza cubana si sta preparando per "il peggior scenario possibile", anche se insiste nel voler evitare un confronto diretto.

Come parte della visita, la delegazione cilena ha partecipato a un omaggio nel cimitero di Colón, all'Havana, a 32 militari cubani deceduti durante gli scontri in Venezuela precedenti alla cattura di Maduro.

Il dirigente ha insistito sul fatto che il tema cubano deve occupare un posto prioritario nell'agenda politica e mediatica del Cile e dell'America Latina. Il suo appello acquista un significato particolare nel contesto politico cileno, segnato dal recente spostamento a destra dopo la vittoria dell'ultraconservatore José Antonio Kast, che assumerà la presidenza l'11 marzo 2026, lasciando il Partito Comunista all'opposizione.

Da quel contesto avverso, Carmona ha richiesto che non venga normalizzato il deterioramento della situazione a Cuba né che venga ignorata quella che ha descritto come una minaccia esistenziale per il progetto politico dell'isola. “L'imperialismo ha creduto che sia arrivato il momento di non limitarsi in nulla”, ha affermato, giustificando l'urgenza di rendere visibile la situazione cubana nella regione.

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Redazione di CiberCuba

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