La presidenta incaricata del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha annunciato questo venerdì l'avvio di una “legge di amnistia generale” per i prigionieri politici e ha affermato che l'iniziativa comprenderebbe “tutto il periodo politico di violenza politica dal 1999 ad oggi”, in un riferimento temporale che include gli anni del chavismo a partire da Hugo Chávez.
Secondo la sua dichiarazione, la proposta cerca di “favorire la convivenza in Venezuela” e “riparare le ferite” lasciate dalla confrontazione politica.
Rodríguez ha indicato che la decisione è stata discussa nel “alto comando politico” e ha ricevuto la determinazione di Nicolás Maduro, e ha incaricato che il testo sia presentato “nelle prossime ore” all'Assemblea Nazionale per la sua discussione.
L'annuncio, riportato da El País, è stato fatto durante un evento presso il Tribunale Supremo di Giustizia, e la norma dovrebbe essere discussa e approvata “probabilmente la prossima settimana”.
En la sua intervento, Rodríguez ha precisato che l'uscita dal carcere coprirebbe il ciclo “dal 1999 ad oggi” e ha chiesto che sia una legge che serva per “riparare le ferite” della confrontazione politica “dalla violenza” e “dal terrorismo”, oltre a “reindirizzare la giustizia” e la convivenza tra venezuelani.
Ha anche chiesto di evitare “la violenza o la vendetta” per vivere “con rispetto”, secondo il rapporto citato.
Secondo quanto riportato, la misura potrebbe beneficiare centinaia di prigionieri politici che rimangono dietro le sbarre nel contesto di un processo di liberazioni la cui entità è controversa: il chavismo parla di oltre 600 scarcerazioni, mentre i difensori dei detenuti riducono quel numero a 302.
Rodríguez ha avvertito che la futura legge escluderebbe i condannati per omicidio, droga e reati comuni, secondo lo stesso rapporto.
“Borrando le cause” e differenza con le liberazioni recenti
La amnistia mirerebbe a concedere amnistia e “cancellare le cause” degli scarcerati, il che comporterebbe un perdono più ampio rispetto allo schema applicato nelle settimane precedenti.
Molti liberati sono usciti di prigione ma sono rimasti sotto misure cautelari (ad esempio, restrizioni per uscire dal paese o altre limitazioni).
En lo stesso atto —secondo quanto riportato— Rodríguez ha affermato che El Helicoide, centro di detenzione associato alla repressione del chavismo, si trasformerebbe in un centro di servizi sociali e sportivi per la comunità, e ha assicurato che combatterà la corruzione nella giustizia.
Il rapporto citato indica che le ONG difensori dei diritti umani hanno confermato oltre 300 liberazioni nel mese scorso, ma sarebbero ancora tra i 600 e i 700 prigionieri politici, secondo diverse fonti, oltre a migliaia di persone con misure giudiziarie e un numero indefinito di esiliati per persecuzione politica.
El País inquadra anche l'annuncio nel contesto successivo alla cattura di Nicolás Maduro il 3 gennaio, dopo la quale —secondo quel mezzo— le liberazioni sono state graduali e il processo è stato descritto come lento e opaco, con richieste dei familiari affinché vengano pubblicate liste dei beneficiari.
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