Delcy Rodríguez promette di chiudere la prigione di El Helicoide, emblema di torture e della repressione chavista in Venezuela



Il principale centro di detenzione e tortura del chavismo diventerà uno spazio per servizi sociali e sportivi per la comunitàFoto © Wikipedia

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La presidentessa incaricata Delcy Rodríguez ha annunciato questo venerdì un'amnistia generale per i prigionieri politici in Venezuela e ha promesso di chiudere El Helicoide, simbolo della repressione chavista, anche se senza precisare scadenze o meccanismi concreti per garantire libertà complete.

L'annuncio è stato fatto durante un atto presso il Tribunale Supremo di Giustizia, riservato alla stampa, dove Rodríguez ha affermato che presenterà una legge di amnistia generale all'Assemblea Nazionale “per favorire la convivenza in Venezuela”, una decisione che, ha detto, è stata precedentemente consultata con Nicolás Maduro.

La misura potrebbe beneficiare centinaia di prigionieri politici che sono ancora incarcerati, un mese dopo l'inizio delle liberazioni graduali dopo la cattura di Maduro il 3 gennaio, ha sottolineato il quotidiano spagnolo El País.

Mentre il chavismo assicura di aver liberato più di 600 persone, le organizzazioni per la difesa dei diritti umani stimano le scarcerazioni in circa 302, molte delle quali sotto rigorose misure cautelari.

Rodríguez ha inoltre sorpreso annunciando che El Helicoide, considerato il principale centro di detenzione e tortura del regime, sarà trasformato in uno spazio per servizi sociali e sportivi per la comunità.

L'edificio, gestito dai servizi di intelligence, è stato per anni un simbolo dell'apparato repressivo del chavismo.

Secondo quanto spiegato dalla mandataria, la futura legge di amnistia intende cancellare le cause penali dei beneficiari, a differenza delle attuali scarcerazioni, che mantengono restrizioni come il divieto di lasciare il paese, dichiarare alla stampa o accedere a determinati impieghi.

Tuttavia, l'iniziativa escluderà i condannati per omicidio, traffico di droga e reati comuni.

Il chavismo ha storicamente utilizzato i prigionieri politici come merce di scambio in trattative interne ed esterne.

Sebbene dal 1999 non sia stata approvata alcuna amnistia, sono stati concessi indulti parziali, come quello del 2020, quando Maduro ha liberato 110 oppositori, una misura allora criticata per la sua opacità e per l'inclusione di detenuti comuni.

La pressione per un'amnistia generale si è intensificata dopo la caduta di Maduro, con i familiari dei detenuti che organizzano veglie e proteste davanti alle carceri.

Le organizzazioni per i diritti umani hanno avvertito che, in molti casi, i liberati continuano a essere esposti a restrizioni legali, sorveglianza e pressioni, il che ha alimentato le richieste di una norma che chiuda definitivamente i procedimenti giudiziari aperti per motivi politici.

L'annuncio arriva inoltre in un contesto di crescente pressione sociale. I familiari dei detenuti hanno riattivato proteste, veglie e accampamenti di fronte ai penitenziari, chiedendo trasparenza e la liberazione totale dei prigionieri politici.

Secondo stime delle ONG, rimarrebbero ancora tra 600 e 700 persone incarcerate per ragioni politiche, a cui si sommano migliaia di cittadini sottoposti a misure giudiziarie e un numero indeterminato di esiliati, il che mantiene aperta la discussione sull'effettivo ambito e la credibilità dell'amnistia promessa.

A questa cifra si aggiungono più di 9.000 persone sotto misure giudiziarie, oltre a un numero indeterminato di esuli per persecuzione politica.

Le ONG e i settori dell'opposizione insistono sul fatto che non si può parlare di transizione politica finché continuano le detenzioni arbitrari e le libertà condizionate.

Le liberazioni procedono lentamente, senza liste ufficiali né garanzie chiare, e si stima che tra 600 e 700 prigionieri politici siano ancora detenuti.

Per molti familiari e attivisti, la chiusura de El Helicoide e l'amnistia avranno credibilità solo quando si tradurranno in libertà reali e verificabili, e non in nuove promesse senza un'esecuzione concreta.

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