I sempre più prolungati blackout nella capitale cubana lasciano completamente al buio la centrale Calle G, mentre a poche isolati, l'imponente hotel Iberostar Selection La Habana, conosciuto popolarmente come la Torre K, rimane illuminato, come mostrato in un video diffuso sui social.
Il materiale pubblicato su X dall'utente Madara el cubano mostra una scena notturna in cui strade e edifici residenziali del Vedado, inclusa la residenza studentesca di 25 e G, appaiono immersi nell'oscurità.
Nelle immagini, le luci di auto, moto e un autobus in movimento sono praticamente le uniche fonti di illuminazione visibili nella zona.
Il contrasto più sorprendente del video è la presenza, sullo sfondo, del controverso grattacielo inaugurato nel 2025, completamente illuminato, in mezzo al blackout generalizzato in una delle zone più centrali dell'Avana, che anni fa era luogo di incontro per numerosi gruppi di persone, principalmente giovani.
La scena ha suscitato numerosi commenti sui social media, dove gli utenti hanno messo in dubbio che, se così si presenta uno dei cuori dell'Avana, la situazione in altri quartieri e municipi deve essere ancora più tetro.
Il video è circolato mentre Cuba affronta una nuova giornata di blackout generalizzati. Secondo l'Unione Elettrica, sabato il servizio è stato compromesso per 24 ore, con un massimo di 1.969 MW di mancanza, superiore a quanto previsto. Per domenica si prevedeva un panorama simile per l'orario di punta notturno.
A L'Avana, l'Empresa Eléctrica ha confermato che sabato il servizio è stato interrotto per 18 ore e 25 minuti.
La massima affettazione è stata di 448 MW alle 18:45, e non è stato possibile ripristinare il servizio a causa di un deficit di generazione. Inoltre, 150 MW sono stati colpiti da un'emergenza.
Le autorità riconoscono che diverse unità termoelettriche rimangono fuori servizio per guasti o manutenzione, mentre le limitazioni nella generazione termica continuano ad accumularsi.
Sebbene i parchi solari contribuiscano con energia al sistema, la loro produzione risulta insufficiente per compensare il crollo della generazione convenzionale.
L'immagine del Vedado al buio, con un hotel illuminato in mezzo al blackout, è diventata una nuova cartolina del momento che sta vivendo il paese.
Per molti cubani, non si tratta solo di un'interruzione elettrica, ma di una rappresentazione visibile di un modello in crisi, in cui la scarsità e il sacrificio ricadono in modo diseguale sulla popolazione.
Nel dibattito pubblico, l'umorista Ulises Toirac ha recentemente offerto una riflessione che ha spostato il focus dall'evento specifico al problema strutturale: il blackout non come anomalia, ma come routine normalizzata.
Senza entrare in cifre né in slogan, ha messo in evidenza l'usura psicologica di vivere al buio, l'erosione della vita quotidiana e la trappola discorsiva di presentare la precarietà come resistenza, un'idea che si collega all'esperienza condivisa da ampi settori urbani del paese.
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