Cubana con due bambini si barrica in una casa di lusso con piscina in Spagna: Ecco cosa si sa



Immagine di Calvià, a Maiorca (i) e Polizia Nazionale (d)Foto © Flickr/Sergei Gussov - Twitter/Policía Nacional de España

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Una donna cubana con due figli minorenni è asserragliata da mesi in una villa di lusso con piscina, situata in uno dei comprensori più esclusivi di Calvià, a Mallorca, Isole Baleari, Spagna.

Il caso, attualmente nelle mani della giustizia, ha generato una profonda preoccupazione tra i proprietari della casa e il vicinato, mentre si accumulano denunce per insolvenza e minacce.

L'inizio del conflitto: un affitto apparentemente solvibile

Il 1 agosto 2024, una famiglia maiorchina proprietaria dell'immobile ha firmato un contratto di affitto con un imprenditore danese.

Le condizioni erano, in principio, solide: 3.000 euro mensili, due mesi di cauzione e sei mesi pagati in anticipo, come rivelato in esclusiva dal mezzo spagnolo OK Diario.

La solvibilità apparente dell'inquilino e il pagamento anticipato offrivano, in quel momento, piena tranquillità ai proprietari dell'immobile.

Nei primi mesi, la relazione contrattuale si è sviluppata senza incidenti.

Sin embargo, tutto cambiò quando l'imprenditore tornò nel suo paese d'origine e lasciò a casa la sua allora compagna, una cittadina cubana che rimase a vivere lì con i suoi due figli.

Separazione, abbandono e occupazione dell'immobile

La situazione è diventata più complessa il 3 ottobre 2025, quando l'inquilino ha notificato sia all'agenzia immobiliare che alla proprietà che si era separato dal suo partner e che, da quel momento, avrebbero dovuto trattare direttamente con lui.

L'agenzia le ha ricordato che il contratto era a suo nome, pertanto non poteva disimpegnarsi in modo unilaterale.

Nonostante ciò, l'imprenditore si disinteressò completamente della situazione e non intervenne più.

Da allora, la cubana -la cui identità non è stata rivelata- decise di rimanere nell'abitazione e smise di pagare l'affitto.

Secondo il mezzo spagnolo, esistevano già precedenti di conflitti e mancati pagamenti da parte di questa persona in altre proprietà, sebbene questo aspetto non sia stato confermato da fonti ufficiali.

Denunce per minacce e tensioni con i vicini

Lungi dall'essere una semplice occupazione passiva dell'immobile, la situazione è degenerata quando i proprietari hanno denunciato la donna alla Guardia Civil per presunti minacce verbali.

Nella denuncia si trovano frasi come: "Fai attenzione quando vai per strada", "Ho un amico cubano che è grande come un armadio", e "Un giorno ti giri e ti sorprenderai, perché a Cuba le cose funzionano in modo diverso".

Secondo quanto riportato dal suddetto mezzo di informazione spagnolo, la donna avrebbe anche dichiarato di avere "tutti i diritti del mondo di vivere in questa casa, che è mia e non tua".

Queste dichiarazioni hanno suscitato allerta tra i proprietari e la comunità di vicinato, che affermano che la convivenza è notevolmente peggiorata in una zona solitamente tranquilla, dove risiedono per lo più cittadini britannici, tedeschi e persone con un alto potere d'acquisto.

La presidente della comunità dei proprietari ha inviato una lettera formale di reclamo in cui descriveva la situazione come un “incubo” e richiedeva un intervento urgente di fronte a quello che considerano un comportamento inadeguato da parte dell'occupante.

La disperazione dei proprietari

Mentre il processo giudiziario avanza, la famiglia proprietaria dell'abitazione afferma di sentirsi "disperata e indifesa".

Non solo per l'impossibilità di recuperare l'immobile, ma anche per la paura che, nel caso in cui lo sgombero si protragga, le condizioni materiali della casa si deteriorino gravemente.

A questo si aggiunge il carico economico: sebbene non riceva alcun affitto per l'uso della sua proprietà, la famiglia continua a sostenere le spese per forniture come luce, acqua, spese condominiali e manutenzione generale, che superano i 1.000 euro mensili.

Senza risposte da parte degli implicati e con una risoluzione in sospeso

Secondo OK Diario, il medio ha cercato di contattare sia l'imprenditore danese che la cubana che rimane nell'abitazione, senza ottenere risposta da nessuna delle due parti.

Il caso sta seguendo il suo corso nei tribunali, mentre l'occupante continua a risiedere nell'abitazione di alto standing, godendo di una vita che, secondo la denuncia dei proprietari, si sostiene a spese altrui.

Questo caso si inserisce in un contesto più ampio di conflitti per occupazioni irregolari di immobili in Spagna. La legislazione attuale offre importanti protezioni agli occupanti di un'abitazione, il che a volte complica il rilascio immediato, anche nei casi in cui non esista un contratto vigente o ci sia morosità nel pagamento dell'affitto.

Questa situazione ha provocato che i proprietari si trovino ad affrontare lunghi processi giudiziari per recuperare le loro abitazioni, in alcuni casi con conseguenze economiche ed emotive significative.

Negli ultimi anni, diversi cubani sono stati segnalati dalle autorità come "okupas".

Il caso di "León"

In uno dei casi più clamorosi, nel novembre del 2024 le autorità hanno deportato in Repubblica Ceca "León", un cubano che era sotto sorveglianza almeno dal 2020 per aver 'okkupato' ville di lusso a Marbella ed Estepona, comuni della provincia andalusa di Málaga frequentati da turisti di alto standing.

Finalmente, nell'ottobre del 2024, León è stato espulso dalla Spagna, ma è riuscito a evitare di essere deportato a Cuba perché aveva ottenuto asilo politico in Repubblica Ceca, e questo paese europeo si è mostrato disponibile a riceverlo nonostante i suoi trent'anni di precedenti penali.

León approfittava da anni delle leggi spagnole che impediscono lo sfratto di una persona che si trasferisce in una casa che non è sua se all'interno dell'abitazione ci sono donne in gravidanza o minori.

Sotto questo criterio, questo cubano occupava ville di lusso a Marbella ed Estepona, che poi affittava a narcotrafficanti affinché le utilizzassero come depositi di carburante per le narcolance che portano la droga in Spagna dal nord Africa.

La sua buona stella lo abbandonò il 12 agosto 2024 dopo che un britannico di 43 anni uccise con un colpo di pistola un cittadino con passaporto belga, che si rivelò essere falso poiché in realtà si trattava di un serbo di 36 anni, legato a organizzazioni criminali dei Balcani.

È accaduto in uno dei after hours che León organizzava, con DJ incluso, nel seminterrato della lussuosa casa che aveva 'okupada' a Estepona (Málaga).

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Redazione di CiberCuba

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