Il segretario generale del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), Diosdado Cabello, ha dichiarato questo lunedì che il chavismo è oggetto di una presunta "guerra di fake news", una narrativa ricorrente del governo ogni volta che emergono informazioni scomode sulla dirigenza al potere.
Durante una conferenza stampa trasmessa da media statali, Cabello ha reagito a recenti pubblicazioni che coinvolgevano la presidente incaricata Delcy Rodríguez e altri alti funzionari, definendole false e parte di una strategia di discredito. Tuttavia, il leader non ha presentato prove concrete sull'origine di queste informazioni né ha identificato responsabili specifici.
Secondo Cabello, questo tipo di contenuti non viene più diffuso esclusivamente attraverso i grandi mezzi di comunicazione, ma trova nei social media un canale efficace per amplificarsi, senza che in seguito ci sia una rettifica.
L'argomento è stato utilizzato in modo reiterato dal chavismo per screditare reportage giornalistici, denunce di organizzazioni indipendenti e versioni critiche diffuse dall'estero.
Il leader del PSUV ha nuovamente collegato queste presunte campagne di disinformazione a tentativi di giustificare sanzioni e pressioni internazionali contro il Venezuela, una linea discorsiva che il governo mantiene da anni per spiegare il deterioramento politico ed economico del paese.
Nonostante ciò, Cabello ha sostenuto che la popolazione venezuelana sarebbe "vaccinata" contro le notizie false, un'affermazione che contrasta con un contesto caratterizzato dal controllo statale dei mezzi di informazione tradizionali, dalla chiusura di spazi informativi indipendenti e dalla persecuzione di voci critiche.
Le dichiarazioni avvengono in un momento in cui il chavismo insiste nel rafforzare il suo controllo del racconto pubblico, mentre utilizza il termine fake news come strumento per delegittimare informazioni che mettono in discussione l'operato del potere politico.
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