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Il governo degli Stati Uniti ha annunciato questo giovedì nuove sanzioni contro funzionari iraniani ed entità legate al regime di Teheran, in risposta alla repressione violenta contro i manifestanti e all'uso di reti finanziarie clandestine per eludere le sanzioni internazionali.
Secondo quanto riportato dal Dipartimento di Stato e dal Dipartimento del Tesoro, Washington ha designato la prigione di Fardis —una struttura segnalata per gravi abusi nei confronti delle donne— come parte delle misure, considerandola un centro dove sono stati commessi trattamenti crudeli, disumani e degradanti.
In forma simultanea, il Tesoro ha sanzionato diversi alti funzionari della sicurezza iraniana, tra cui Ali Larijani, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell'Iran (SCNS), per la loro responsabilità nella violenza esercitata contro i cittadini che protestano per i propri diritti fondamentali.
Colpo alle reti di “banca in ombra”
Le sanzioni colpiscono anche 18 persone ed enti legati alle cosiddette reti di “shadow banking” del regime iraniano, utilizzate per riciclare i proventi derivanti dalla vendita di petrolio e prodotti petrolchimici, eludendo le restrizioni internazionali.
Queste azioni fanno parte dell'attuazione del Memorandum Presidenziale di Sicurezza Nazionale-2 del 2025, il cui obiettivo è rafforzare la pressione finanziaria su Teheran e limitare il suo accesso ai mercati globali.
Sostegno alle proteste in Iran
Nel comunicato ufficiale, il governo statunitense ha espresso il suo sostegno al popolo iraniano: “Gli Stati Uniti sono con il popolo dell'Iran, che protesta per i propri diritti naturali. Il regime continua a finanziare attività destabilizzanti e maligne in tutto il mondo, invece di investire nel benessere della propria popolazione”.
Washington ha ribadito che continuerà a negare al regime iraniano l'accesso alle reti finanziarie e al sistema bancario internazionale, finché persistono la repressione interna e le violazioni dei diritti umani.
Base legale delle sanzioni
Le misure sono state adottate in base a vari ordini esecutivi e leggi vigenti, tra cui:
E.O. 13553, riguardo alle sanzioni per gravi violazioni dei diritti umani in Iran.
E.O. 13876, che autorizza sanzioni contro il leader supremo iraniano e il suo entourage.
E.O. 13902, rivolta ai settori finanziario, petrolifero e petrolchimico dell'Iran.
La Legge per Contrasto agli Avversari degli Stati Uniti tramite Sanzioni (CAATSA).
Conferma del Comando Centrale
El Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha confermato su X che le sanzioni mirano sia a funzionari responsabili della violenza contro i manifestanti sia a strutture finanziarie clandestine che sostengono il regime.
Le nuove misure rafforzano la strategia di pressione di Washington su Teheran, in un contesto di proteste interne persistenti e crescenti tensioni regionali.
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