Il discorso esaltato di un giovane militare cubano suscita scherni e reazioni sui social: "Cosa ha detto?"



Un discorso esaltato di un militare cubano, nell'ambito della campagna "preparazione per la difesa 2026", diventa virale e provoca derisione sui social. La reazione popolare riflette scetticismo nei confronti della propaganda ufficiale.

Militare cubano pronuncia un discorso patriottico e scatena un'ondata di derisioni sui social mediaFoto © Facebook / Región Militar La Habana

Un video diffuso dalla Regione Militare di L'Avana mostra un ufficiale cubano pronunciare un discorso esaltato in cui esorta "tutti coloro che si trovano in qualche angolo del pianeta a difendere le cause giuste dell'umanità" a non stancarsi né piegarsi.

Nel corso dell'atto, nel contesto della campagna ufficiale di “preparazione per la difesa 2026” promossa dalle Forze Armate Rivoluzionarie (FAR), il militare ha citato, con tono energico ma abbastanza incomprensibile, un frammento della poesia A mis hermanos muertos el 27 de noviembre di José Martí, utilizzato nella retorica ufficiale con fini di esaltazione patriottica: "Quando si muore tra le braccia della patria riconoscente / La morte finisce, la prigione si rompe / Inizia, finalmente, con il morire, la vita!"

Il video, accompagnato nel profilo istituzionale dal messaggio “le nuove generazioni di giovani difensori della patria sono pronte a sacrificare la propria vita per difendere la patria”, ha provocato un'ondata di reazioni sui social media. Sulla pagina di CiberCuba Noticias su Facebook, dove è stato condiviso il frammento, centinaia di persone hanno lasciato commenti sarcastici: “È stato un discorso o un incantesimo”, “Sembra un rito di stregoneria”, “Nemmeno con i sottotitoli si capisce quello che dice” o “Questo è il primo che scapperà quando arriveranno gli americani”. Altri hanno paragonato il relatore a reguetoneri o personaggi comici, dimostrando come il fervore ufficialista sia diventato materiale per l'umorismo popolare.

Il discorso virale appare in piena escalation propagandistica del Ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie (MINFAR), che negli ultimi giorni ha intensificato i suoi messaggi sui social media e nei mezzi di comunicazione statali. In una recente pubblicazione, l'organismo ha avvertito di un presunto “genocidio” se il socialismo cade a Cuba, assicurando che “le bandiere della Rivoluzione e del socialismo non vengono consegnate senza combattere” e che una eventuale “vittoria del nemico” provocherebbe un “versamento inutile di sangue”. Secondo un altro messaggio, “nessun nemico sarà al sicuro a Cuba” e “ogni mezzo sofisticato è vulnerabile”.

Il nuovo ciclo di propaganda include l'inizio del cosiddetto “Anno di preparazione per la difesa 2026”, una campagna delle FAR orientata a “rafforzare l'invulnerabilità militare” in un contesto di forte crisi economica e malcontento sociale. Fa parte di questa offensiva anche il video di alcuni cadetti che protagonizzano una “fantasia militare” che è diventata virale per il suo tono ridicolo, così come le manovre dell'Esercito Occidentale criticate da molti cubani che hanno denunciato che “non ci sono petrolio per le ambulanze, ma sì per la guerra”.

La reazione sociale di fronte a questi messaggi è stata, per la maggior parte, di derisione, scetticismo e stanchezza. Negli stessi commenti al video pubblicato dalla Regione Militare dell'Avana, gli utenti hanno criticato la “teatralità” dei discorsi, l'uso di slogan vuoti e la disconnessione del regime con la realtà di un paese che affronta blackout, inflazione e scarsità generalizzata.

Mentre il governo moltiplica i suoi appelli alla difesa, gran parte della cittadinanza sembra rispondere con ironia. Nei social, i discorsi militari non destano più timore né fervore patriottico, ma piuttosto risate e disorientamento di fronte a un potere che continua a parlare di trincee mentre il popolo lotta, ogni giorno, per sopravvivere.

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Redazione di CiberCuba

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