Gli Stati Uniti chiedono ai propri cittadini di lasciare l'Iran a causa dell'inasprimento delle proteste e della repressione



Gli Stati Uniti avvertono i propri cittadini in Iran delle massicce proteste e della severa repressione, raccomandando un'uscita immediata a causa del rischio di arresti arbitrari e del blackout di internet che isola il paese.

Gli Stati Uniti hanno chiesto ai propri cittadini di lasciare l'Iran di fronte alla possibilità di un'intensificazione delle proteste.Foto © Collage/Redes Sociales

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Il Governo degli Stati Uniti ha lanciato un avviso urgente ai suoi cittadini in Iran, chiedendo loro di lasciare il paese "immediatamente", in mezzo a un'ondata di proteste che si è estesa su tutto il territorio iraniano e che ha già causato centinaia di morti, migliaia di arresti e un paese praticamente incomunicabile.

La alerta è stata pubblicata sulla pagina della Embajada virtual de Estados Unidos en Irán e arriva mentre il regime ha indurito la repressione contro i manifestanti, intensificato le operazioni di sicurezza e ordinato blackout quasi totali di internet e telefonia mobile. Washington avverte che la situazione potrebbe diventare ancora più violenta, con un alto rischio di arresti arbitrari e persone ferite.

Le manifestazioni sono iniziate alla fine di dicembre a Teheran a causa dell'impatto dell'inflazione e del crollo della moneta nazionale, ma si sono rapidamente trasformate in un movimento nazionale contro il regime teocratico.

Il malcontento è aumentato a causa dell'aumento repentino dei prezzi di beni di prima necessità come l'olio e il pollo, la scomparsa di articoli essenziali e l'eliminazione di un tasso di cambio preferenziale che sosteneva alcuni importatori.

Da allora, il paese vive giornate di proteste quasi quotidiane in più di un centinaio di città. Organizzazioni per i diritti umani denunciano una repressione letale. La ONG Iran Human Rights afferma di aver verificato almeno 648 morti dall'inizio delle manifestazioni, tra cui diversi minorenni, sebbene avverta che il numero reale potrebbe essere molto maggiore. Migliaia di persone sarebbero rimaste ferite e più di 10 mila sarebbero detenute.

In questo contesto, le autorità iraniane hanno ordinato un blackout nazionale di internet e dei servizi telefonici durante le notti più intense di proteste, una misura che ha lasciato la popolazione praticamente isolata dal mondo. Attivisti e ONG concordano sul fatto che il blocco digitale non solo mira a impedire la coordinazione tra i manifestanti, ma anche a nascondere l'entità della repressione nelle strade.

Di fronte a questo scenario, gli Stati Uniti hanno avvertito che i loro cittadini affrontano un "rischio significativo" di essere interrogati, arrestati o detenuti, e hanno sottolineato che mostrare un passaporto statunitense o qualsiasi legame con quel paese può essere motivo sufficiente per una detenzione.

Washington ha ricordato inoltre che non intrattiene relazioni diplomatiche né consolari con la Repubblica Islamica e che non può garantire assistenza diretta in caso di emergenza.

La raccomandazione ufficiale è di lasciare l'Iran via terra, purché sia sicuro farlo, attraverso l'Armenia o la Turchia, i cui confini rimangono aperti. Si è inoltre chiesto a coloro che non possono abbandonare il paese di cercare un rifugio sicuro, di approvvigionarsi di cibo, acqua e medicinali, di mantenere un profilo basso e di evitare qualsiasi manifestazione.

La avvertenza degli Stati Uniti arriva mentre il presidente Donald Trump ha indicato che la sua amministrazione potrebbe agire se la repressione contro la popolazione civile continua ad intensificarsi, una dichiarazione che aggiunge tensione a un conflitto interno che già travalica i confini iraniani e genera proteste di solidarietà in città d'Europa e in altre regioni del mondo.

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Redazione di CiberCuba

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