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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha riacceso il dibattito sui social media condividendo un messaggio di un utente di X che propone la fine dei regimi in Venezuela, Cuba e Iran entro quest'anno.
Questo domenica, sul suo profilo di Truth Social, Trump ha ripubblicato un tweet di un profilo identificato come Rookie Umpire, che si definisce purista del baseball, e dettaglia ciò che chiama una "incredibile serie di vittorie".
"Se dovesse accadere: due decenni di comunismo venezuelano. Cinque decenni di mulà iraniani. Quasi sette decenni della Cuba di Castro. Tutto questo si invertirebbe nel 2026", ha affermato.
La pubblicazione è rapidamente diventata virale, con migliaia di interazioni.
La diffusione del messaggio avviene in un momento straordinariamente teso per le tre dittature.
Dopo l'operazione militare statunitense in Venezuela del 3 gennaio che ha portato alla cattura del dittatore Nicolás Maduro, si sono intensificate le avvertenze e le confrontazioni politiche tra Washington e La Habana.
Trump ha già annunciato che "non ci sarà più petrolio né soldi per Cuba" dopo la rottura del flusso di risorse energetiche che Caracas forniva all'Isola, e ha esortato le autorità cubane a negoziare con gli Stati Uniti prima che "sia troppo tardi".
Nel caso del Venezuela, l'arresto di Maduro è stato un colpo di scena storico. L'operazione, guidata da forze speciali statunitensi, ha portato alla cattura del leader chavista senza registrare perdite tra le truppe attaccanti.
Decine di membri delle forze di sicurezza venezuelane e cubane sono morti durante l'attacco, e Maduro ora affronta procedimenti legali al di fuori del Venezuela, con la possibilità di essere giudicato per accuse che includono traffico di droga e minacce alla sicurezza regionale.
D'altra parte, la menzione dell'Iran nel tweet coincide con un momento di grave crisi interna nella Repubblica Islamica.
Dalla fine di dicembre, l'Iran ha affrontato un'ondata di proteste antigovernative scaturite dall'aumento dei prezzi, che si sono trasformate in una sfida diretta al regime clericale che governa dal 1979.
Le organizzazioni dei diritti umani segnalano oltre 500 morti in scontri tra manifestanti e forze di sicurezza, in quello che è diventato uno dei movimenti di protesta più significativi dal 2019.
Il presidente Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono "pronti ad aiutare" il popolo iraniano, e Teheran ha risposto con decisione, sottolineando che qualsiasi attacco contro l'Iran trasformerebbe in "obiettivi legittimi" le basi e le navi statunitensi nella regione.
La viralizzazione del messaggio condiviso da Trump riflette come, in un anno segnato da cambiamenti provocati da azioni militari, sanzioni economiche e proteste popolari, emergano narrazioni che collegano situazioni così dissimili come quella di Cuba, Venezuela e Iran sotto un unico filo: la possibilità che decenni di governi autoritari possano affrontare un punto di svolta nel 2026.
Sebbene si tratti di un'aspirazione espressa sui social media, non basata su politiche ufficiali dettagliate, l'impatto mediatico è innegabile e alimenta discussioni sul futuro politico dei tre paesi.
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