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Mentre negli Stati Uniti i droni sono presentati come una componente fondamentale della superiorità aerea e della sicurezza nazionale, a Cuba il regime li espone come parte di esercizi militari ricchi di simbolismo e propaganda.
La segretaria della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, Kristi Noem, ha affermato che i droni rappresentano "la nuova frontiera della superiorità aerea americana" e che, sotto la guida del presidente Donald Trump, il paese entra in una nuova fase per proteggere i suoi confini e il suo territorio.
Secondo quanto spiegato, la creazione di un ufficio esecutivo specializzato in sistemi aerei non pilotati e nella lotta contro droni ostili mira a rafforzare la sicurezza interna, proteggere infrastrutture critiche e garantire la sicurezza in eventi di massa, come quelli previsti per il 250° anniversario degli Stati Uniti e il Mondiale del 2026.
En Cuba, lo scenario è stato diverso. A Holguín, durante il Giorno Nazionale della Difesa, i media ufficiali hanno mostrato immagini di esercitazioni militari dove compaiono anche droni, insieme a pezzi di artiglieria datati, miliziani, riservisti, studenti e popolazione civile. Tutto sotto il motto della “Guerra di Tutto il Popolo” e l'invito a difendere la sovranità di fronte a una minaccia esterna che non viene mai specificata.
Le immagini rivelano droni operati in contesti rurali, senza informazioni pubbliche sul loro raggio d'azione, funzione reale o integrazione in un sistema moderno di difesa. Più che una dimostrazione tecnologica, fanno parte di una messa in scena politica in cui l'aspetto centrale non è la capacità militare, ma la narrativa di unità, disciplina e lealtà al regime.
Per molti cubani, dentro e fuori dall'isola, il contrasto è evidente. Mentre il paese affronta interruzioni prolungate di energia, scarsità di cibo, crisi dei trasporti e un'esodo inarrestabile, il Governo mobilita civili e giovani per partecipare a esercitazioni che hanno poco a che fare con i problemi reali della popolazione.
In questo contesto, i droni mostrati a Holguín non rappresentano una superiorità aerea né una risposta a minacce concrete. Funzionano più come "giocattoli" propagandistici all'interno di un rituale politico-militare che si ripete ogni anno, ancorato nella paura del nemico esterno e in un discorso di resistenza che non ha più un legame con la vita quotidiana del cubano.
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