Così è stato l'attacco della CIA al molo dei narcos sulla costa del Venezuela: droni, precisione notturna e un messaggio diretto a Maduro



La CIA ha effettuato un attacco con droni in Venezuela, distruggendo un molo chiave del narcotraffico. L'operazione, senza vittime umane segnalate, segna un aumento nell'azione militare degli Stati Uniti nella regione.

Dron MQ-9 ReaperFoto © Recreazione

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Gli Stati Uniti hanno eseguito nella notte della vigilia di Natale, tra il 24 e il 25 dicembre 2025, il primo attacco diretto riconosciuto all'interno del territorio del Venezuela: un'operazione con droni della CIA contro un molo remoto sulla costa venezuelana, indicato da Washington come infrastruttura chiave del Tren de Aragua e delle reti di narcotraffico associate all'ambiente di Nicolás Maduro. L'azione, effettuata senza la presenza di truppe statunitensi a terra e presentata come un “colpo antinarcotici”, rappresenta un salto qualitativo nell'escalation militare degli Stati Uniti nei Caraibi.

La data e l'obiettivo dell'attacco

Secondo filtrazioni citate da vari media internazionali, l'operazione è stata eseguita nella notte tra il 24 e il 25 dicembre, approfittando del basso movimento nella zona e della distrazione generale propria delle feste. L'obiettivo è stato un molo isolato sulla costa venezuelana, descritto come punto di carico e partenza di moto d'acqua utilizzate per trasportare cocaina e altre droghe verso i Caraibi e l'America Centrale, sotto il controllo del Tren de Aragua e di operatori legati all'élite chavista.​

Fonti di intelligence statunitensi sostengono che in quel molo venivano stoccati carichi, combustibile ed attrezzature per le “narcolanchas” che gli Stati Uniti stanno attaccando da mesi nei Caraibi e nel Pacifico, nell'ambito di una campagna che ha distrutto oltre 30 imbarcazioni e causato più di 100 morti. La scelta di quel punto risponde a un criterio di alto valore strategico ma di densità abitativa relativamente bassa, pensato per ridurre il costo politico di un colpo all'interno del Venezuela

La fase di inteligenza e preparazione

Prima dell'attacco, le agenzie statunitensi hanno accumulato per settimane informazioni sul molo, combinando immagini satellitari, sorveglianza aerea e intercettazioni delle comunicazioni per stabilire modelli di attività. Gli analisti dei servizi segreti avrebbero identificato gli orari di maggiore afflusso di merci, la presenza di veicoli e personale armato, così come i momenti di minore circolazione, fondamentali per un attacco di precisione notturno

Secondo questi rapporti, la CIA ha ricevuto supporto da unità delle Operazioni Speciali degli Stati Uniti, che hanno fornito analisi degli obiettivi, modellazione dei danni e criteri per ridurre al minimo le vittime collaterali. Il risultato è stata una finestra di opportunità nella Vigilia di Natale, quando l'attività al molo era praticamente nulla e la probabilità di trovare lavoratori o abitanti nelle strutture era minima.​

I droni e il profilo operativo

Anche se Washington non ha rivelato il tipo di drone utilizzato, il dispiegamento precedente di MQ-9 Reaper nel teatro dei Caraibi e la dottrina d'impiego degli Stati Uniti indicano questa piattaforma come la più probabile per un'operazione di questo tipo. Il MQ-9 è un drone di media altitudine e lunga resistenza, capace di volare per più di 20 ore, equipaggiato con sensori elettroottici e infrarossi e spesso armato con missili AGM-114 Hellfire e bombe guidate di precisione.

Gli apparecchi avrebbero decollato da una base avanzata nei Caraibi — i media menzionano dispiegamenti a Porto Rico per la campagna regionale — e sarebbero volati verso la costa venezuelana a un'altitudine media-alta, al di fuori della portata della maggior parte dei sistemi di difesa aerea a corto raggio della Fuerza Armada Nacional Bolivariana. Giunti sulla zona obiettivo, i droni avrebbero effettuato orbite di osservazione per confermare l'assenza di persone prima di lanciare uno o più missili guidati contro punti strutturali del molo e depositi annessi

Com'è stato il colpo sul molo

Le fonti citate da CNN e altri media descrivono un attacco “chirurgico” in piena notte, con impatto diretto sulla struttura principale del molo e su aree di stoccaggio precedentemente identificate nelle immagini di intelligence. Il profilo operativo avrebbe seguito il modello classico dell'“azione cinetica”: identificazione finale del bersaglio con sensori infrarossi, autorizzazione dal centro di comando e sparo quasi simultaneo di munizioni di precisione.

Dopo gli impatti, è stata segnalata una grande esplosione visibile da diversi chilometri, seguita da incendi nelle strutture che sono continuati per parte della mattinata. Non sono state documentate esplosioni secondarie massicce che suggeriscano la presenza di grandi depositi di munizioni, il che rafforza l'ipotesi di un obiettivo logistico legato alla conservazione di droga, carburante e attrezzature per imbarcazioni, piuttosto che una base militare convenzionale

Ci sono state vittime e quale impatto ha avuto?

Funzionari statunitensi assicurano, in forma anonima, che l'operazione è stata progettata per evitare vittime e che i droni hanno atteso di confermare tramite i loro sensori che non c'era movimento di persone nel molo. Finora, non ci sono cifre ufficiali di morti o feriti, e nemmeno il governo di Nicolás Maduro ha fornito un resoconto dettagliato sui danni occorsi nella notte di Natale

Le immagini successive all'attacco mostrano la distruzione parziale o totale della struttura del molo, oltre a sezioni di magazzini, cantine e aree di carico, il che in termini operativi implica l'inabilità del punto per operazioni regolari d'imbarco. Per Washington, questo rappresenta un colpo alla rete logistica dei narcolanchi che stanno già affondando in mare; per Caracas, è una dimostrazione che gli Stati Uniti sono disposti a "superare il limite" attaccando all'interno del territorio venezuelano

Il ruolo di Trump e il segnale politico

Dopo giorni, il presidente Donald Trump si è attribuito l'operazione in un evento pubblico, assicurando che gli Stati Uniti “hanno distrutto una grande installazione” in Venezuela e parlando di una “grande esplosione nella zona dei moli dove vengono caricati i barconi di droga”. Le sue parole si allineano con i rapporti sull'attacco della Vigilia di Natale e con la narrativa della Casa Bianca secondo cui si tratta di un'estensione della “guerra contro il narcotraffico” portata sul territorio venezuelano.​

Il messaggio è duplice: all'interno degli Stati Uniti, Trump presenta l'operazione come prova di fermezza contro il narcotraffico e contro il governo di Maduro; all'esterno, indica che il blocco navale e gli attacchi alle imbarcazioni possono essere combinati con colpi mirati a terra quando Washington lo riterrà necessario. Gli analisti concordano sul fatto che l'uso di droni della CIA contro infrastrutture in Venezuela apra la porta a nuove azioni sotterranee e aumenti il rischio di un'escalation se Caracas decidesse di rispondere in modo militare e non solo politico o diplomatico.

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