Il cerchio intimo di Maduro finisce sotto esame: gli Stati Uniti accusano Diosdado Cabello e suo figlio "Nicolasito"



La Procura di New York accusa Diosdado Cabello e "Nicolasito" Maduro di narcotraffico e corruzione, ampliando le indagini sul cerchio ristretto di Maduro. Gli Stati Uniti cercano di catturarli per attività illecite.

Diosdado Cabello e “Nicolasito” Maduro GuerraFoto © Wikipedia - X / @nicmaduroguerra

Il cerchio giuridico contro il chavismo si stringe. La nuova accusa presentata dalla Procura del Distretto Meridionale di New York contro Nicolás Maduro estende l'ambito dell'indagine al nucleo più vicino del regime: Diosdado Cabello, storico "numero due" del chavismo e uno degli uomini più potenti del Venezuela, e Nicolás Ernesto Maduro Guerra, conosciuto come "Nicolasito", figlio del governante deposto.

Ambos sono accusati di aver partecipato a una rete di narcotraffico, corruzione e riciclaggio di denaro che avrebbe operato per anni con il supporto di alti ufficiali militari e civili, secondo i rapporti dell'agenzia EFE.

Cabello, di 62 anni, è stato vicepresidente di Hugo Chávez, ministro dell'Interno, presidente dell'Assemblea Nazionale Costituente e figura chiave del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV).

Da oltre un decennio, agenzie statunitensi lo collegano al cosiddetto "Cártel de los Soles", un'organizzazione composta da ufficiali dell'Esercito venezuelano che avrebbe trafficato tonnellate di cocaina verso gli Stati Uniti.

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti lo ha sanzionato nel 2018 per corruzione e traffico di droga, e nel 2020 è stato formalmente accusato di narcoterrorismo insieme a Maduro.

Nel 2025, Washington ha elevato la ricompensa per la sua cattura a 25 milioni di dollari, consolidando il suo status come uno dei latitanti più ricercati del continente. Cabello, da parte sua, ha negato le accuse, definendole “attacchi imperiali” contro la rivoluzione bolivariana.

L'inclusione di “Nicolasito” Maduro Guerra, di 33 anni, segna un nuovo livello nell'offensiva giudiziaria. Sebbene fino ad ora avesse ricoperto ruoli simbolici all'interno del regime —come deputato costituente e capo del Corpo di Ispettori della Presidenza—, il suo nome compare per la prima volta in un processo internazionale.

I pubblici ministeri lo accusano di partecipare a operazioni di riciclaggio di denaro e di proteggere le strutture di traffico di droga associate aAlti funzionari chavisti.

Il colpo giudiziario colpisce anche l'entourage di Cilia Flores, moglie di Maduro. Due dei suoi nipoti, Efraín Antonio Campo Flores e Franqui Francisco Flores de Freitas, sono stati condannati a New York nel 2017 a 18 anni di prigione per aver tentato di trafficare 800 chilogrammi di cocaina negli Stati Uniti, sfruttando il loro legame con la coppia presidenziale per facilitare le spedizioni.

Con queste imputazioni, Washington mette sotto la lente d'ingrandimento il cerchio intimo di Maduro, rafforzando la sua tesi che il chavismo ha operato come un “Stato narco” per oltre un decennio.

La caduta di Maduro e le nuove accuse segnano un punto di non ritorno: la fine del mito di impunità che ha protetto l'élite dittatoriale venezuelana, ora di fronte alla giustizia statunitense.

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Redazione di CiberCuba

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