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Il regime cubano ha convocato i cubani di Havana a partecipare questo sabato alle 10:00 a.m. a un atto nella Tribuna Antimperialista José Martí, “in rappresentanza di tutto il popolo di Cuba”, per condannare quella che considerano un'“aggressione militare imperialista” degli Stati Uniti contro il Venezuela.
Miguel Díaz-Canel ripete lo stesso copione di sempre, anche se ci troviamo in un contesto sociale e storico molto diverso. La convocazione è stata annunciata dalla Presidenza di Cuba sul social network X, poche ore dopo la conferma della cattura di Nicolás Maduro dopo un'incursione militare statunitense a Caracas questo 3 gennaio.
Prima della convocazione, il governante cubano aveva pubblicato un messaggio su quella stessa rete sociale in cui condannava l'offensiva statunitense, qualificandola come un “attacco criminale” e una dimostrazione di “terrorismo di Stato” contro il popolo venezuelano.
Il mandatario ha ribadito il sostegno incondizionato del regime cubano al chavismo e ha assicurato che Cuba "difenderà la sovranità del Venezuela" nel contesto di quello che ha definito la "Zona di Pace latinoamericana". Ha chiuso il suo messaggio con lo slogan "Patria o Morte ¡Venceremos!".
Per parte sua, il presidente statunitense, Donald Trump, ha confermato sul suo account di Truth Social che Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono stati catturati durante un'operazione militare “pianificata ed eseguita con successo”.
Il mandatario statunitense ha spiegato che Maduro e Flores sono stati trasferiti fuori dal Venezuela. Inoltre, Trump ha annunciato una conferenza stampa a Mar-a-Lago, Florida, per fornire dettagli sull'operazione.
L'azione militare è stata coordinata con agenzie di sicurezza statunitensi ed è stata eseguita “senza vittime civili”, nell'ambito di quello che Trump ha descritto come un “intervento necessario per ripristinare la democrazia in Venezuela”.
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