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Il regime cubano ha formalizzato martedì la nomina di Rosabel Gamón Verde come nuova ministra della Giustizia, durante un evento presieduto dal primo ministro Manuel Marrero Cruz presso la sede del Ministero della Giustizia (Minjus) a L'Avana.
L'evento, diffuso dall'istituzione sul suo profilo ufficiale di Facebook, è stato presentato come un processo di “consegna e ricezione dell'incarico” che, secondo il comunicato ufficiale, “riflette solidità, trasparenza e continuità”.
En l'atto hanno partecipato alti funzionari del regime, incluso il nuovo presidente del Tribunale Supremo Popolare, Óscar Manuel Silvera Martínez, che fino a pochi giorni fa ricopriva il ruolo di ministro della Giustizia.
"Partiamo da quanto raggiunto per proiettare nuovi orizzonti di lavoro. Si rinforza la fratellanza con il Tribunale Supremo Popolare e avanzeremo con un unico obiettivo: servire Cuba e il suo popolo", ha sottolineato il Minjus nella sua pubblicazione, in un tono di continuità istituzionale.
La arrivata di Gamón Verde avviene appena due settimane dopo che Miguel Díaz-Canel ha annunciato una serie di cambiamenti nella dirigenza giudiziaria e politica del paese, che hanno incluso l'uscita del veterano magistrato Rubén Remigio Ferro dalla presidenza del Tribunale Supremo Popolare e il trasferimento di Silvera Martínez a quel posto.
Il cambio si aggiunge a un'ondata di dimissioni e riorganizzazioni all'interno dell'apparato statale, in mezzo a una profonda crisi economica, blackout generalizzati e un crescente malcontento sociale.
Gli analisti sottolineano che queste sostituzioni non sono il risultato di un processo di rinnovamento reale, ma della necessità del regime di ricomporre la propria struttura di controllo.
Entre le recenti uscite si trovano quelle di Ulises Guilarte de Nacimiento, ex segretario della Centrale dei Lavoratori di Cuba (CTC), e Ricardo Rodríguez González, ex presidente della Federazione Studentesca Universitaria (FEU), le cui dimissioni sono state interpretate come un segnale di frattura generazionale all'interno delle organizzazioni del regime.
La designazione di Rosabel Gamón Verde —che ricopriva il ruolo di prima viceministra del ramo— rafforza il discorso di "continuità" promosso da Díaz-Canel, ma arriva in un momento in cui la credibilità istituzionale del sistema giudiziario cubano è profondamente erosa.
Negli ultimi anni, il Ministero della Giustizia e i tribunali sono stati criticati per il loro ruolo nella repressione giudiziaria contro manifestanti, attivisti e oppositori, soprattutto dopo le proteste dell'11 luglio 2021.
Organismi internazionali e gruppi per i diritti umani hanno denunciato la mancanza di indipendenza del potere giudiziario a Cuba, sottoposto direttamente al Partito Comunista.
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