In un'intervista concessa alla giornalista Tania Costa, il comico e influencer cubano Jorge Miyar ha analizzato le recenti elezioni a Miami e negli Stati Uniti come un termometro politico con possibili implicazioni per la comunità cubana e, a lungo termine, per il futuro di Cuba.
Al essere interrogato su se crede che nelle elezioni del 2026 possa verificarsi un cambiamento all'interno della comunità cubana, El Gussi ha riconosciuto di non avere una risposta definitiva, ma ha sottolineato che i segnali recenti sono rilevanti. In particolare, ha menzionato le elezioni municipali tenutesi di recente a Miami, che —a suo avviso— inviano un messaggio politico “molto forte” sullo stato d'animo dell'elettorato.
Sono nei guai, in enormi guai, e lo sanno
Il creatore cubano ha ampliato l'analisi al contesto nazionale e ha affermato che le elezioni straordinarie che si stanno svolgendo in diversi punti del paese mostrano un Partito Repubblicano in gravi difficoltà. “Hanno grandi problemi, grandissimi problemi, e lo sanno”, ha sottolineato, tracciando una chiara distinzione tra le tendenze generali del paese e il comportamento politico specifico della comunità cubana nel sud della Florida.
Per El Gussi, questa differenza ha radici profonde. Secondo il suo parere, la comunità cubana porta con sé una memoria storica breve e un forte componente di caudillismo. “Abbiamo un caudillismo innato nel nostro codice genetico, un caudillismo incurabile”, ha affermato, precisando che non si tratta di una caratteristica di tutti i cubani, ma di un fenomeno abbastanza diffuso da influenzare il voto e il modo di comprendere la politica.
In uno dei momenti più critici dell'intervista, l'umorista ha confessato che gli risulta particolarmente doloroso vedere come alcuni cubani siano passati dal seguire in modo acritico Fidel Castro a sostenere con la stessa fedeltà leader politici negli Stati Uniti, indipendentemente dalle loro azioni o dai loro discorsi. Per lui, questo schema di lealtà cieca è una ripetizione degli errori del passato.
Questa continuità nelle dinamiche politiche è, secondo El Gussi, una delle ragioni per cui guarda con pessimismo al futuro dell'isola. “Questo per me davvero rappresenta molto poca speranza per il futuro di Cuba”, ha concluso, lasciando chiaro che, sebbene osservi segnali di cambiamento negli Stati Uniti, la mancanza di autocritica e la persistenza del caudillismo all'interno della comunità cubana continuano a essere un ostacolo serio per immaginare una Cuba diversa.
Archiviato in:
