Ulises Toirac di fronte alle morti per chikungunya a Cuba: "L'inerzia delle autorità mi tiene sveglio"



"Le condizioni igieniche continuano a favorire la proliferazione. E la gente sta morendo letteralmente a causa di ciò", ha detto l'umorista.

Ulises ToiracFoto © Facebook / Ulises Toirac

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L'umorista cubano Ulises Toirac ha nuovamente scosso i social media con un messaggio che, lontano da qualsiasi ironia, espone con crudezza il deterioramento sanitario che sta attraversando Cuba e il costo umano di una crisi che lo Stato sembra incapace di contenere.

Dal suo profilo di Facebook, l'artista ha lanciato un allerta diretta sulla mancanza di farmaci, il collasso dell'assistenza sanitaria e l'espansione simultanea di diverse malattie che stanno causando vittime mortali nell'Isola.

"Esiste il talento, esiste la nobiltà e non si doveva arrivare a questo punto (di mancanza di medicinali a Cuba)", ha scritto Toirac, sottolineando che la situazione non è frutto della fatalità, ma di una serie di negligenze e decisioni sbagliate.

Nella sua pubblicazione, ha avvertito che sebbene la chikungunya sia generalmente considerata di bassa letalità, la circolazione parallela di vari virus - come il dengue, la febbre di Oropouche e la COVID-19 - crea uno scenario altamente rischioso per gli anziani e le persone con malattie croniche.

Con un'immagine tanto grafica quanto inquietante, ha descritto la minaccia sanitaria: "Un Aedes punge qualcuno con chikungunya, poi un altro con febbre del filo, poi un altro con covid... e arriva a avere un frullato di insetti inexpugnabile. Mortale".

Toirac non si è limitato a descrivere il problema, ma ha direttamente responsabilizzato le autorità per la loro passività di fronte a un'emergenza che sta costando vite.

Ha assicurato che le condizioni igieniche del paese continuano a essere propense alla proliferazione di malattie e che la gente sta morendo a causa di ciò.

"L'inazione delle autorità mi tiene sveglio. La gente muore," ha affermato, denunciando la precarietà in cui vivono coloro che non dispongono di difese fisiche né di risorse materiali per resistere a malattie prolungate.

Captura di Facebook / Ulises Toirac

In questo contesto, ha ringraziato pubblicamente le persone che lo hanno aiutato a ottenere medicinali e attenzione, definendole i suoi "angeli custodi", sottolineando che la sopravvivenza a Cuba dipende sempre di più da reti informali e non da un sistema sanitario funzionante.

Il messaggio arriva dopo settimane in cui lo stesso Toirac ha vissuto sulla propria pelle la durezza della chikungunya.

A metà novembre, ha confermato il suo contagio e ha descritto con sincerità l'impatto del virus: dolori articolari incapacitanti, febbre, estremo affaticamento e una perdita quasi totale dell'autonomia per svolgere le attività quotidiane.

Nel suo "Diario di un chikungunyano", ha raccontato come alzarsi dal letto, preparare il caffè o persino girare la caffettiera diventassero prove fisiche estenuanti.

Sebbene allora ricorresse all'umorismo nero per descrivere il suo calvario, la pubblicazione attuale abbandona qualsiasi tono scherzoso e si concentra sulla gravità della situazione nazionale.

giorni dopo, già a dicembre, l’artista spiegò che la malattia era ancora presente nel suo corpo, specialmente nella colonna vertebrale e nelle ernie lombari, costringendolo a misurare ogni movimento e a "spegnersi" presto a causa della fatica accumulata.

Con amara chiarezza, riassunse il suo stato con una frase che molti cubani riconobbero come propria: "Sono come il paese".

Le parole di Toirac non sono solo un testimonio personale, ma un ritratto di una crisi sanitaria più ampia, segnata da ospedali privi di forniture, farmacie vuote e una popolazione vulnerabile a molteplici focolai che avanzano senza una contenzione efficace.

In un paese dove ottenere un analgesico o un antibiotico può richiedere settimane, il monito del comico funziona come una denuncia diretta contro un sistema che, lontano dallproteggere, lascia i cittadini in balia del loro destino.

Per i cubani, il messaggio conferma ciò che vivono quotidianamente: la salute è diventata un privilegio e la malattia una sentenza ancora più dura per chi non può pagare né accedere a alternative al di fuori del circuito statale.

L'allerta di Toirac, lanciata nel pieno del periodo festivo, rompe il silenzio confortevole delle celebrazioni e ricorda che, mentre si ripetono discorsi ufficiali, "la gente sta letteralmente morendo a causa di ciò".

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