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Un rumor di sospensione della tradizionale invasione della Conga di Los Hoyos —prevista per il 27 dicembre come saluto di fine anno— ha iniziato a circolare a Santiago de Cuba senza che ci fosse un annuncio ufficiale, un comunicato pubblico o una spiegazione istituzionale.
La notizia è emersa dal profilo del giornalista Yosmany Mayeta Labrada, il quale descrive l'episodio come una forma di “censura senza carta” per raffreddare la partecipazione popolare.
La preoccupazione è emersa quando ha iniziato a circolare la notizia che la conga santiaguera che avrebbe dovuto attraversare i quartieri della città sarebbe stata annullata, sebbene non ci fosse alcuna conferma o documento che lo sostenesse.
Una convocazione pubblicata sulla pagina del reporter invitava i santiagueri a partecipare alla sfida “Súbelo Mayeta”: registrare dalla propria conga un video creativo di 30 secondi a 1 minuto, coreando una frase identificata come “profondamente radicata” nell'identità santiaguera.
Il video con più creatività e reazioni positive riceverebbe un premio di 100 dollari, secondo la proposta.
A partire da quella convocazione —presentata come cultura popolare, creatività e partecipazione libera— "il rumore è cambiato di tono", afferma il comunicatore.
De acuerdo con diverse indagini citati da Mayeta, la Direzione Provinciale della Cultura a Santiago di Cuba, “sotto le indicazioni del Partito Comunista di Cuba”, avrebbe optato per attivare il rumor di sospensione con un obiettivo: impedire che vengano registrati video della sfida in piena conga e dissuadere la partecipazione, senza dichiarare pubblicamente un divieto.
Mayeta stesso sostiene che, dopo aver consultato i lavoratori del settore, fino a quel momento non esisteva una sospensione ufficiale: non c'era “documento, circolare o comunicato” che confermasse la cancellazione, solo versioni “tra musicisti e suonatori” e commenti anonimi nel campo del “si dice”.
Mayeta sottolinea che, verso le 15:00, non era ancora stata segnalata la partenza della conga “come ogni 27 dicembre” con il suo percorso abituale.
Nel frattempo, molti suonatori di diverse congas nelle baraccopoli avevano detto che si era sospeso, ma senza conferma dalla Direzione Provinciale della Cultura.
En il suo testo, il giornalista conclude che la conga “non è un favore istituzionale”, ma strada, quartiere e identità, e che l'utilizzo del rumore per seminare paura e confusione rivela “paura per la cultura libera” quando non è sotto controllo.
Le tradizionali invasioni delle congas santiagueras, una forma di “valvola di sfogo” per il malcontento, includono una serie di coritos nei quali, in modo spontaneo, la popolazione critica il regime.
Questo dettaglio, unito alla straordinaria affluenza di persone, fa sì che il regime vigili attentamente su questa manifestazione culturale che, in un batter d'occhio, potrebbe trasformarsi in una gigantesca protesta popolare.
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