Russia e Cuba creano la loro prima impresa biofarmaceutica congiunta



L'azienda priorizzerà la ricerca di trattamenti contro il cancro, le malattie cerebrali, le malattie autoimmuni e le patologie croniche non trasmissibili.

BioCubaFarmaFoto © Granma

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La Russia e Cuba hanno annunciato la creazione della loro prima impresa mista nel settore biofarmaceutico, un progetto presentato come "storico" dai media ufficiali, che arriva in mezzo a una delle peggiori crisi di carenza di farmaci che l'Isola ha vissuto in decenni.

Secondo Russia Today, entrambi i paesi hanno firmato un accordo per fondare Sinergía Global, un'entità congiunta che si dedicherà allo sviluppo, produzione e commercializzazione di farmaci destinati non solo ai mercati di Cuba e Russia, ma anche all'America Latina e all'Eurasia.

L'azienda avrà come linee prioritarie la ricerca di trattamenti contro il cancro, le malattie cerebrali, le malattie autoimmuni e altre patologie croniche non trasmissibili.

Cubadebate ha confermato che la nuova azienda si chiamerà Sinergia Globale Biofarmaceutica e che rappresenta la prima del suo genere situata nel territorio della Federazione Russa, il che, secondo le autorità, la rende un progetto di alta importanza strategica.

Dal gruppo statale BioCubaFarma è stata affermata la volontà di entrambe le parti di promuovere lo sviluppo e la commercializzazione di farmaci che "incidano sulla salute delle popolazioni che ne hanno bisogno".

Come parte dell'accordo, è prevista la trasferimento di tecnologie cubane verso la Russia, mentre i farmaci sviluppati sul territorio russo potranno essere registrati all'interno del sistema regolatorio dell'Isola, sulla base di un beneficio reciproco.

La narrativa ufficiale presenta questa alleanza come una dimostrazione della "fratellanza storica" tra entrambi i governi e i popoli.

L'annuncio contrasta in modo drammatico con la realtà quotidiana che vivono i cubani.

Mentre il Governo celebra nuovi accordi internazionali, le farmacie dell'Isola continuano a essere vuote, e negli ospedali e nei policlinici mancano persino le forniture più basiche.

Analgésici comuni, antibiotici, antipertensivi, siringhe, sieri e farmaci essenziali per le cure croniche sono assenti o appaiono in modo intermittente, costringendo migliaia di famiglie a cercare soluzioni al di fuori dei canali ufficiali.

Di fronte al collasso del sistema di approvvigionamento statale, molti pazienti dipendono da spedizioni dall'estero o si rivolgono al mercato informale, dove i prezzi sono inaccessibili per la maggior parte e l'origine dei farmaci non è sempre verificabile.

Questo espone i malati a rischi aggiuntivi, poiché non esiste alcuna garanzia di autenticità né di condizioni adeguate di stoccaggio, una situazione che aggrava la vulnerabilità delle persone con patologie gravi.

In questo contesto, il lancio di Sinergía Global suscita più domande che speranze.

Mentre si promettono farmaci ad alta complessità per mercati regionali e internazionali, all'interno del paese persiste l'incapacità dello Stato di garantire un approvvigionamento minimo che consenta alla popolazione di trattare malattie comuni.

La distanza tra il discorso di cooperazione strategica e l’esperienza quotidiana dei pazienti cubani riflette una politica sanitaria più focalizzata sulla proiezione esterna che sulla risoluzione dell’emergenza interna che attraversa il sistema sanitario dell'Isola.

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Redazione di CiberCuba

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