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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto martedì la richiesta del presidente Donald Trump di schierare truppe della Guardia Nazionale in Illinois durante operazioni migratorie nell'area di Chicago.
Il tribunale rappresenta un duro colpo giudiziario per l'Amministrazione repubblicana e una vittoria politica per il governatore democratico JB Pritzker, che ha condannato fortemente le retate in quello stato e si è schierato a difesa degli immigrati che vi risiedono, ha riferito Telemundo.
In an unsigned order, the court dismissed the federal government's emergency request, arguing that troops were necessary to protect federal agents during immigration raids in Illinois, where the rifiuto delle operazioni di immigrazione è massiccio.
La sentenza, di carattere preliminare, limita il potere del presidente di invocare una legge federale che autorizza l'uso delle forze militari in situazioni di “ribellione o pericolo di ribellione” o quando le forze regolari “non possono eseguire le leggi degli Stati Uniti”.
Il governatore Pritzker ha celebrato la decisione come "un grande trionfo per l'Illinois e la democrazia americana", sostenendo che Trump non aveva autorità per federalizzare e dispiegare truppe nel suo stato.
“Questa sentenza è un passo importante per fermare l'abuso di potere costante dell'Amministrazione Trump e la sua marcia verso l'autoritarismo”, ha dichiarato il governatore, un carismatico miliardario che negli ultimi mesi ha promosso personalmente attività commerciali locali latine.
"L'Illinois rimarrà vigile e difenderà i diritti del nostro popolo di fronte a qualsiasi nuovo tentativo di abuso di autorità", ha sottolineato.
Da parte sua, la portavoce della Casa Bianca, Abigail Jackson, ha difeso la misura presidenziale, assicurando che Trump “ha promesso di proteggere il popolo americano e gli agenti federali dai rivoltosi violenti”, e che “nulla nella sentenza di oggi diminuisce l'importanza di quella agenda fondamentale”.
“Il presidente ha attivato la Guardia Nazionale per garantire il rispetto delle leggi sull'immigrazione e la sicurezza del personale federale”, ha aggiunto Jackson.
Sebbene la decisione giudiziaria riguardi solo lo stato dell'Illinois, crea un precedente legale che potrebbe estendersi ad altri contenziosi simili riguardanti l'uso militare in città con governi democratici che si oppongono alle politiche migratorie di Trump.
Il tribunale ha concluso che la Legge Posse Comitatus —che proibisce l'uso delle forze armate in funzioni di polizia— limita l'autorità presidenziale in questi casi, e che la Casa Bianca “non ha identificato una base legale che consenta di eseguire le leggi attraverso l'uso di militari in Illinois”.
Lo stato dell'Illinois e la città di Chicago hanno fatto causa al Governo federale sostenendo che Trump ha agito con motivazioni politiche e ha violato sia il Decimo Emendamento (che protegge la sovranità statale) sia le leggi che limitano la militarizzazione della sicurezza interna.
Il tribunale di appello del Settimo Circuito aveva già parzialmente bloccato il dispiegamento, una decisione che ora viene confermata dalla Corte Suprema.
La misura di Trump faceva parte di una strategia più ampia di controllo federale sulle città democratiche che hanno resistito alle sue politiche migratorie, come Los Angeles, Portland e Washington D. C., dove sono state dispiegate truppe con la stessa giustificazione.
In queste giurisdizioni i tribunali non si sono ancora pronunciati, ma gli analisti prevedono che la decisione della Corte Suprema rafforzerà le sfide legali contro l'uso militare in compiti di controllo civile.
La sentenza rappresenta una delle poche sconfitte recenti di Trump di fronte a un tribunale dominato da una maggioranza conservatrice (6-3), dopo una serie di vittorie legali ottenute nel 2025.
I controlli migratori dell'ICE (Servizio di Immigrazione e Controllo delle Dogane degli Stati Uniti) hanno scatenato il caos a Chicago, dove i residenti indignati tendono a fronteggiare gli agenti federali.
Hanno anche preso parte a grandi proteste e lanciato palle di neve contro gli agenti dell'ICE, in difesa della comunità di immigrati, per lo più messicani, che risiede nei sobborghi della città.
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