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I dirigenti del MINSAP riconoscono che il paese si trova di fronte a una “situazione piuttosto complessa” con una disponibilità di appena il 40% dei farmaci che dovrebbero essere in circolazione.
In un reportage del medio ufficiale Cubadebate, le autorità insistono nell'attribuire la crisi dei medicinali all'embargo statunitense e all'“assedio finanziario” internazionale, senza menzionare la paralisi industriale provocata dalla mancanza di investimenti e manutenzione delle fabbriche nazionali.
Maylin Beltrán Delgado, responsabile del Dipartimento di Farmacie e Ottica del MINSAP, ha comunicato che fino a ottobre erano stati rilevati 33 "fatti straordinari" nella rete delle farmacie, tra cui 18 furti e 10 casi legati a sostanze controllate.
Il regime, per affrontare la situazione, ha effettuato più di 5.000 controlli e operazioni congiunte con il Ministero dell'Interno nelle farmacie dell'isola.
Tuttavia, lo stesso mezzo ufficiale ammette che “la mancanza di medicinali è praticamente totale” e lo Stato non garantisce neppure la fornitura di trattamenti per i pazienti cronici.
Invece di offrire soluzioni strutturali, il discorso ufficiale pone l'accento sulla sorveglianza, il controllo e la criminalizzazione della rivendita di farmaci, che molti cubani utilizzano come unica via per accedere a trattamenti essenziali.
El MINSAP sostiene che la vendita di medicinali al di fuori della rete statale “costituisce un reato”, mentre il mercato informale continua a crescere in risposta alla scarsità.
Parallelamente, i cicli di distribuzione ufficiale dei farmaci si sono estesi fino a 60 giorni, e il rifornimento nelle farmacie comunali è diventato irregolare e imprevedibile.
L'accento del regime sulla vigilanza, piuttosto che sulla produzione e l'approvvigionamento, mostra un modello conosciuto: rispondere con maggiore controllo a una crisi causata dalla propria inefficienza.
Mentre il Governo rinforza la sorveglianza, i cubani continuano ad aspettare farmaci che non arrivano e finiscono per acquistarli nel mercato nero, senza etichette, senza scatole certificate e senza controlli medici, mettendo in pericolo le loro vite.
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