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Un cittadino cubano ha denunciato che la sua auto importata dagli Stati Uniti è trattenuta dal 28 agosto presso l'azienda SEDAL, a Wajay, senza che le autorità forniscano una spiegazione chiara né gli restituiscano il veicolo, nonostante abbia pagato tutte le tasse richieste.
“Ogni volta che chiamo mi dicono una cosa diversa, e quando vado di persona, un'altra”, ha raccontato la persona interessata in un messaggio inviato al giornalista indipendente Mario J. Pentón, che ha condiviso la denuncia sui suoi social media.
“Non so più cosa fare; le auto si stanno rovinando al sole e alla pioggia, e ci sono circa 600 veicoli lì”, ha aggiunto il denunciante.
L'uomo assicura di aver contattato varie istituzioni, come l'Attenzione al Cittadino e il Ministero dei Trasporti, senza ottenere risposta. La situazione, come avverte, colpisce decine di cubani che hanno inviato veicoli sull'isola e che si trovano ad affrontare la stessa paralisi burocratica.
Un problema esteso e senza risposta ufficiale
CiberCuba ha recentemente riportato che centinaia di auto importati rimangono bloccati per mesi nei porti e nei magazzini statali, come Mariel o Transimport, esposti al degrado e alla corruzione.
I denuncianti segnalano che alcuni dipendenti richiedono pagamenti aggiuntivi, tra 500 e 2.000 dollari, per rilasciare i veicoli, mentre altri raccontano di perdite di parti, furti e atti di vandalismo.
Fino ad ora, nessuna autorità cubana ha fornito una spiegazione pubblica né un cronoprogramma di consegna per questi veicoli che si trovano nel paese da mesi.
Le auto continuano a deteriorarsi sotto il sole, diventando simbolo dell'inefficienza e dell'impunità che caratterizzano il sistema delle importazioni a Cuba.
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